Un plug-in per attivare il supporto AirPlay in Linux
di Mauro Notarianni | 23-1-2011
Gli utenti Linux hanno la possibilità di ricevere e riprodurre audio e video in streaming sfruttando la tecnologia AirPlay di Apple. Tutto ciò che serve è un plug-in per il Totem media player (di serie con molte distribuzioni Linux): dopo averlo installarlo secondo le procedure standard della distribuzione in proprio possesso è possibile avviare lo streaming audio/video dal proprio sistema Linux con AirPlay alla stregua di quanto è possibile fare con l’Apple TV.
Gli utenti Linux hanno la possibilità di ricevere e riprodurre audio e video in streaming sfruttando la tecnologia AirPlay di Apple. Tutto ciò che serve è un plug-in per il Totem media player (di serie con molte distribuzioni Linux): dopo averlo installarlo secondo le procedure standard della distribuzione in proprio possesso è possibile avviare lo streaming audio/video dal proprio sistema Linux con AirPlay alla stregua di quanto è possibile fare con l’Apple TV.
AirPlay, lo ricordiamo, è una tecnologia che offre la possibilità di eseguire la riproduzione di audio wireless. Il sistema consente di riprodurre musica sullo stereo o sugli altoparlanti amplificati in remoto, non solo tramite la base AirPort Express come consentiva AirTunes ma anche con altoparlanti, ricevitori e impianti stereo di aziende quali Bowers & Wilkins, JBL, Denon e iHome. E’ possibile l’ascolto wireless della propria libreria musicale da qualsiasi stanza della casa senza dover acquistare prodotti e accessori aggiuntivi. Il sistema è comodo per chi, ad esempio, ha già un paio di altoparlanti in camera, un altro nello studio e uno in salotto e ha bisogno di trasmettere le canzoni in più stanze alla volta.
Il supporto di serie ad AirPlay per la distribuzione Ubuntu era stato annunciato a dicembre dello scorso anno, tramite Ubuntu One Music, un add-on da installare sui dispositivo con iOS 4.2. Il plug-in è disponibile nel repository sukimashita.com. Gli utenti della distribuzione “Ubuntu”, in effetti, non hanno bisogno di riprodurre i file multimediali necessariamente in locale ma possono eseguire lo streaming degli stessi sfruttando un sistema di cloud-computing denominato "Ubuntu One". Le ultime distribuzioni Ubuntu integrano un archivio da cui si può acquistare e scaricare canzoni; un particolare sistema di condivisione consente di archiviare la propria musica in rete e ascoltarla da altri computer, con altri lettori musicali e anche dai telefoni Android o iPhone.
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