Il mistero della casa che attira i telefoni scomparsi

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Una coppia statunitense è da mesi alle prese con uno strano fenomeno. Decine di persone continuano a presentarsi a casa dei due richiedendo i loro smartphone rubati. Un problema che ha probabilmente a che fare con errori negli algoritmi che consentono di localizzare i dispositivi.

C’è un mistero ad Atlanta: una casa sembra attirare tutti i telefoni scomparsi o rubati. Il fenomeno è stranissimo e ancora tutto da spiegare, ma sta devastando la vita di un’incolpevole giovane coppia che vive nella dimora che si trova alle prese con decine di persone alle quali è stato sottratto un cellulare e si presentano alla loro porta.

Tutto è cominciato il primo mese nel quale Christina Lee e Michael Saba hanno deciso di andare a vivere insieme. Una famiglia di persone arrabbiate ha bussato alla loro porta chiedendo che fosse restituito il loro telefono rubato. Due mesi dopo, altre persone hanno cominciato a fare richieste identiche, poi altre quattro persone ancora e così via. Spesso le persone si fanno accompagnare da agenti di polizia, pretendendo sempre la stesa cosa: il loro telefono rubato.

Lee e Saba continuano a spiegare a quanti si presentano alla loro porta che non hanno nulla a che fare con i loro telefoni ma molti non credono a quanto ogni volta devono raccontare, rimanendo sospettosi e convinti che i dispositivi siano nascosti in casa da qualche parte.

Un simile inconveniente non è una novità. Un problema analogo era stato lamentato tempo addietro da un uomo che vive a Las Vegas, con proprietari di dispositivi legati all’operatore Sprint che continuavano a bussare all sua porta. Dopo l’attenzione mediatica sul caso, un portavoce di Sprint aveva dichiarato che il problema era causato dal fatto che l’uomo viveva esattamente al centro di un cerchio geometrico usato per delimitare il settore di riferimento di una cella.

Ciò che rende particolare il nuovo episodio è che i telefoni “incriminati” sono differenti, iPhone ma anche dispositivi Android di varie marche, legati anche a carrier diversi tra loro: AT&T, Verizon, T-Mobile, Sprint e Boost Mobile. Ken Westin, esperto in sicurezza spiega che questi dispositivi tengono conto prima delle informazioni sul GPS ricavate dal dispositivo (ottenute a loro volta da informazioni via satellite), poi delle celle telefoniche alle quali si agganciano, da meccanismi che sfruttano i router WiFi e ancora dal MAC address (un codice di 12 cifre univoco) assegnato al dispositivo. Il problema di cui sono vittime i due giovani è causato probabilmente da qualche difetto negli algoritmi di triangolazione geometrica delle celle (un meccanismo che consente di individuare un punto geografico noto sfruttando le proprietà dei triangoli).

Vicino alla casa ci sono tre stazioni radio base (le antenne) e queste in qualche modo probabilmente influiscono sul corretto funzionamento dei meccanismi di geolocalizzazione usati dai vari dispositivi.

Nel frattempo la coppia è stanca del problema e non avendo ottenuto risposte adeguate ha presentato un reclamo ala FCC (Federal Communications Commission), la Commissione federale delle comunicazioni degli Stati Uniti.

La casa "incriminata"
La casa “incriminata”
  • Robertino68

    Chiederei i danni morali ad ogni compagnia.

  • mrphobia

    nel mio telefono è da un po’ che mi da la posizione sbagliata, addirittura in Cina….

  • mrphobia

    nel mio telefono è da un po’ che mi da la posizione sbagliata, addirittura in Cina….

  • bravodillo

    Ah ah ah, il triangolo delle Bermuda! LOL!