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Programma 101 di Olivetti a ‘€œA colpi di bit’€: una vecchietta che non sente gli anni

di | 9/5/2012

Il team che ha preparato la Olivetti 101 alla sfida “A colpi di bit” è composto da ex tecnici che hanno lavorato all’azienda di Ivrea negli anni in cui nella cittadina piemontese si faceva la storia. Due sono tra il gruppo originario degli sviluppatori.

Se gli altri team hanno solo risvegliato delle colonne dell’informatica, quello dell’Olivetti 101 ha fatto qualcosa in più: a contribuito in prima persona a crearla. Su quattro elementi, infatti, ben 3 facevano parte del team di sviluppatori che negli anni ’60 a Ivrea creava il primo e diretto antenato dei moderni personal computer: Sergio Perotti, Giovanni De Sandre, Gastone Garziera. Con loro anche Sandro Graciotti che ha seguito la vita della Programma 101 raccogliendo il testimone direttamente dai padri che hanno dato vita alla macchina italiana ammirata in tutto il mondo.

Per Garziera la sfida “A colpi di bit” è un modo per ricordare quel periodo di passioni. E la sua è una storia tanto simile a quella di un altro grande inventore: Steve Wozniak. Come lui, fu preso dalla passione che arrivava dal creare qualcosa che prima non c’era «e così lavoravo anche fino alle due di notte con i miei colleghi. Allora avevo circa 20 anni. Ero appena arrivato all’Olivetti. Avevo in progetto di laurearmi in Fisica, ma quando fui coinvolto sul progetto iniziai a dare solo il numero minimo di esami per non rinviare la chiamata del militare». Adesso la sfida “A colpi di bit” è diventato un passatempo. «Sono stato coinvolto tramite Tecnologic@mente, il laboratorio-museo di Ivrea (tra gli organizzatori dell’evento) dove faccio volontariato».

Che problemi ci sono stati nel riattivare una macchina come la 101? «In realtà pochi: vede le avevamo già messe in ordine al laboratorio e così erano perfettamente funzionanti. La parte più difficile è la programmazione».

La macchina risale ai primi anni ’60, non ha schermo e la memoria è costituita da “tessere magnetiche” inventate proprio per la 101. Cosa significa programmare una macchina del genere? «Allora dovemmo inventare un linguaggio ad hoc. E’ un linguaggio molto semplice con solo 15 istruzioni divise in 4 gruppi: le istruzioni aritmetiche, quelle input e di output, il trasferimento registri e le istruzioni di salto, vero e proprio fiore all’occhiello della 101».

Ma già allora avevate pensato ad un gioco. «Beh, non era un vero e proprio videogame. Era un gioco matematico pensato per il tour di presentazione negli Stati Uniti: Angela Game. Io lo trovavo divertente e credo anche il pubblico, visto quante macchine vendemmo Oltreoceano. Ma l’ho cercato su internet di recente. Non ne ho trovato traccia».

- QUI L’INTERVISTA AL TEAM APPLE

- QUI L’INTERVISTA AL TEAM AMSTRAD

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