Repair Association, alleanza contro i big che non tollerano le riparazioni fai da te

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Soloautorizzati

iFIxit e altre società che si occupano di assistenza e vendita di componenti, si coalizzano a sostegno di chi si occupa della riparazione di dispositivi. A difesa degli utenti, contro le riparazioni costose imposte dai big

Facendo seguito alla buona riuscita della campagna che negli USA ha consentito di rendere legale lo sblocco dei telefoni cellulari (la possibilità di utilizzare un telefono originariamente con operatori diversi da quelli da cui è stato commercializzato) con specifiche deroghe previste dal Copyright Office per quanto riguarda la riparazione, e legislazioni a sostegno di chi si occupa della riparazione di dispositivi, iFixit ha annunciato la nascita di The Repair Association, gruppo composto da più associazioni e siti che si occupano di riparazioni che dovrebbe rappresentare oltre tre milioni di riparatori professionisti o semplici consumatori che amano il fai da te.

The Repair Association

“L’industria della riparazione” spiega Kyle Wiens, CEO di iFixit, “si trova ad affrontare una sfida straordinaria”; “l’elettronica integrata rende sempre più difficile riparare i dispositivi e i produttori continuano a limitare l’accesso a documentazione di servizio, parti di ricambio e software, obbligando i consumatori a recarsi nei più costosi centri di riparazione autorizzati, lasciando fuori dal gioco i riparatori indipendenti”.

La Repair Association si presenta come una sorta di federazione dei riparatori nel tentativo di rappresentare questi professionisti nel loro insieme. Il gruppo, formato sulle basi della precedente iniziativa Digital Right to Repair Coalition, afferma che “combatterà con gli organi legislativi per tutelare gli interessi di professionisti e autoriparatori, fornendo anche risorse per lo sviluppo professionale alla comunità dei riparatori”.

“Man mano che software diventa onnipresente: dalle auto, ai telefoni ed elettrodomestici” dice Corynne McSherry, direttore degli affari legali dell’Electronic Frontier Foundation, “troppe restrizioni legali e tecniche impediscono agli utenti il diritto di riparare, fare ricerche, sfruttare in remake i dispositivi”. “Oggi più che mai, abbiamo bisogno di organizzazioni come repair.org a difesa dei nostri diritti”. Oltre che i dispositivi di tipo consumer, l’organizzazione chiede che siano tutelate le officine di riparazione degli autoveicoli, i tecnici che si occupano della riparazione di dispositivi medici e anche quelli usati in agricoltura e nell’allevamento.

Repair Association

  • William

    Ma si, torniamo indietro di 20 anni con scocche traballanti e mattoni in tasca… 😑😑😑

    • Robertino68

      Non ho capito il tuo pensiero. Pensi che riparabilità e dimensione del dispositivo siano connessi? Secondo me no, cioè, che molte scelte siano specificatamente studiate per evitare manomissioni. Ad esempio, l’incollaggio dei display negli iMac e iPad, che senso ha? Ecco, questo è solo una volontà di molti costruttori a scoraggiare professionisti indipendenti e cultori del fai da te a riparare e obbligare l’utente a rivolgersi con costosi riparazioni al centro di assistenza della casa.

      • William

        L incollaggio degli lcd al vetro porta ad una riduzione dei riflessi e dello spessore. Io voto sì. Sono finiti i tempi delle riparazioni fai da te. L utente medio non ha le capacità di arrangiarsi e se sta attento di determinate cose non ne avrà mai bisogno. Io in 34 anni ho mandato due Pad della play4 in assistenza per farmi cambiare i gommini, resto mai un problema con niente

        • Francesca Lorenzi

          Allora ti auguro tanta fortuna con i prossimi acquisti tecnologici!

        • Francesca Lorenzi

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        • Francesca Lorenzi

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        • Endiuorrol

          You are a genius

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      • Roberto

        La storia del design è una barzelletta, parlo da possessore di iMac 27 5k Fine 2015, MBP Retina 15 fine 13, iPad Air 2 e iPhone 6. In tutti i casi la Apple avrebbe potuto adottare sistemi alternativi che avrebbero permesso una maggiore riparabilità. Per esempio, la cornice nera dello schermo dell’iMac è sufficientemente spessa per permettere un sistema d’attacco magnetico al body in alluminio (come accadeva nei vecchi modelli), che seppur avendo solo 5mm lungo i bordi permetterebbe comunque una simile soluzione tecnica. Allo stesso modo, lo schermo “laminato” al vetro è un’altra bugia, c’è comunque un leggerissimo gap tra il pannello LCD e il vetro, e questo l’ho visto smontando effettivamente lo “screen assembly” di un iMac fine 2013. Al posto del collante siliconico che “lamina” i due pezzi, avrebbero potuto benissimo adottare soluzioni diverse (un sistema di incastro a clips ad esempio), eliminando comunque il gap che ripeto, è presente seppur in maniera minima. Ovviamente, hanno preferito la soluzione che ti obbliga a sostituire l’intero assembly nel caso graffiassi il vetro. Stesso per quanto riguarda la ram saldata in ormai tutti i notebook prodotti dalla fine del 2012 in poi, tecnicamente ci sarebbe la possibilità di creare slot ultra piatti paralleli alla scheda madre, che consentirebbero di mantenere invariato il design super sottile dei vari Macbook (almeno nei MBP si potrebbe applicare tale soluzione. Basta pensare anche agli accessori, il nuovo Magic Mouse 2 (di cui sono contento, per carità), ha una batteria Li-Ion incorporata, che a fine ciclo (in base all’uso si presume dopo 4-6 anni), non può essere sostituita perché il mouse è assemblato usando tonnellate di colla. Non devi essere un ingegnere per capire che avrebbero potuto rendere facilissima la sostituzione e il design non c’entra nulla. Purtroppo finché ci saranno fanboys che ci credono al mito del design andremo avanti così. Prima o poi però, nasceranno prodotti modulabili (vuoi perché ci saranno direttive europee al riguardo, vuoi perché nasceranno aziende più eco-friendly e gli altri dovranno adeguarsi).

  • Davide

    Ma che discorsi!!! Hanno ragione, e basta. È’ come nelle officine, se non c’è possibilità di riparare,chiuderebbero tutte,a parte le officine concessionarie dei rivenditori. Conseguenza: prezzi di riparazioni da furto, e milioni di persone senza lavoro. Io mi sono sempre riparato tutto da solo,visto come hanno ridotto anni fa lo schermo del mbp in un centro autorizzato Apple. La cazzata che lo schermo incollato migliora e tende il tutto più sottile e’ davvero una barzelletta, lo si fa SOLO per non far metter mano a chi dovrebbe riparare. già è ridicola Apple con sta storia della ram saldata su tutti i prodotti,compresi i mbp destinati all’arbitro professionale. Se andiamo avanti così, la situazione è davvero penosa. L’altra settimana abbiamo fatto un auto,e per cambiare una lampadina da 10 euro,si è dovuta smontare mezza macchina,con costo finale da vergogna,per via delle ore spese. Questo sarebbe il futuro??? Complimenti a chi lo approva…

    • Gpl

      Era una Modus ? 🙂

    • Robertino68

      Sei in linea al mio pensiero.

      • Aros

        in diversi casi neanche apple ha gli strumenti. evita la riparazione sostituendo il prodotto con un refurbished. ci sono ormai troppi componenti non riparabili e non sostituibili, a parte iPhone e mbp pro, il resto della gamma (degli ultimi anni) sono progettati per non essere ripararati. insomma, usa e getta….

  • Francesca Lorenzi

    Il problema principale é che se l’azienda produttrice ha il monopolio delle riparazioni può dirti che per riparare il tasto home del tuo iPhone ci vogliono 500 euro…e tu dici “500 per riparare,se lo vendo vale 50 euro dato che i pezzi di ricambio non hanno più valore,800 e mi compro quello nuovo,cosa faccio?”
    Apple guadagna in entrambi i casi mentre tu per una stupidata che costerebbe 50-60 euro ne devi spendere dieci volte tanto!

    Il rischio é questo e vi assicuro che in certe situazioni siamo già a questo punto!
    Avevo rovinato due tasti (solo le clip nere) del mio mbp retina e Apple mi voleva sostituire tutta la tastiera compreso lo chassis in alluminio per il modico prezzo di 400 euro visto che era un danno accidentale e non era in garanzia… Per due tasti i che costano 5 euro… Ovviamente ho trovato i tasti su internet (a prezzi folli perché costano dai 5 ai 20 euro) e ho risolto.

    Un utente che accetta,ma che soprattutto difende,questo comportamento dimostra di avere la mente completamente plagiata dal mito di jobs,é follia! Si chiama lavaggio del cervello!

    • William

      Sai vero che non sei obbligata a comprare prodotti non riparabili?

      • Francesca Lorenzi

        si si…e anche tu non sei mica obbligato a dire cazzate…

        • William

          finisci gli argomenti e inizi a dire parolacce… Che classe, una signora. A casa bestemmi? 🙂

        • William

          finisci gli argomenti e inizi a dire parolacce… Che classe, una signora. A casa bestemmi? 🙂

    • William

      Sai vero che non sei obbligata a comprare prodotti non riparabili?

    • William

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    • William

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  • Francesca Lorenzi

    Il problema principale é che se l’azienda produttrice ha il monopolio delle riparazioni può dirti che per riparare il tasto home del tuo iPhone ci vogliono 500 euro…e tu dici “500 per riparare,se lo vendo vale 50 euro dato che i pezzi di ricambio non hanno più valore,800 e mi compro quello nuovo,cosa faccio?”
    Apple guadagna in entrambi i casi mentre tu per una stupidata che costerebbe 50-60 euro ne devi spendere dieci volte tanto!

    Il rischio é questo e vi assicuro che in certe situazioni siamo già a questo punto!
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  • Francesca Lorenzi

    Il problema principale é che se l’azienda produttrice ha il monopolio delle riparazioni può dirti che per riparare il tasto home del tuo iPhone ci vogliono 500 euro…e tu dici “500 per riparare,se lo vendo vale 50 euro dato che i pezzi di ricambio non hanno più valore,800 e mi compro quello nuovo,cosa faccio?”
    Apple guadagna in entrambi i casi mentre tu per una stupidata che costerebbe 50-60 euro ne devi spendere dieci volte tanto!

    Il rischio é questo e vi assicuro che in certe situazioni siamo già a questo punto!
    Avevo rovinato due tasti (solo le clip nere) del mio mbp retina e Apple mi voleva sostituire tutta la tastiera compreso lo chassis in alluminio per il modico prezzo di 400 euro visto che era un danno accidentale e non era in garanzia… Per due tasti i che costano 5 euro… Ovviamente ho trovato i tasti su internet (a prezzi folli perché costano dai 5 ai 20 euro) e ho risolto.

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