Macitynet.it

Visita a Pixar, il lato poetico della tecnologia

di | 8/2/2009

In attesa del MacWorld San Francisco gli inviati di Macitynet hanno visitato una delle aziende creative più importanti del mondo in grado di creare come pochi altri poesia ed emozioni con l’uso della computer grafica. Guido Quaroni, Technical Director del film animato ToyStory 3 in uscita questa estate ci ha parlato della sua esperienza in Pixar e dell’approccio unico della ex “seconda” società di Steve Jobs nel rapporto con il proprio staff e le meraviglie che è in grado di realizzare. Seguiteci anche nella nostra galleria fotografica realizzata durante la visita.

Il mondo dei film di animazione è ormai denso di case produttrici, menti creative e tecnologie in grado di trasformare l’immaginazione in storie tridimensionali ma pochissimi sono in grado di far esprimere alle proprie creature virtuali l’emozione, il sentimento e trasformare personaggi fantastici in un racconto poetico.
Dietro a queste qualità, acquisite attraverso l’esperienza trasmessa dai migliori disegnatori Disney a John Lasseter e dall’interazione con la sapienza tecnologica di Ed Catmull c’è anche un modello di organizzazione aziendale cresciuto con i consigli di Steve Jobs che fa di Pixar una “macchina perfetta” per realizzare un lavoro in gruppo che sa esaltare le capacità individuali e ottenere una produzione di una accuratezza senza pari.

guido400

A parlarcene è Guido Quaroni, italiano trasferitosi qui da oltre tredici anni e versatile protagonista degli anni in cui Pixar è cresciuta fino a diventare il riferimento assoluto per il cinema di animazione.

Lo abbiamo incontrato in nuvolosa giornata di Febbraio dopo una corsa di mezzora in bus dal centro di San Francisco alla città di Emeryville collegata a nord della baia con il ponte costruito per raggiungere Oakland.

Pixar ha la sua sede nella zona del terziario di Emeryville vicino ad un Home Depot e al Centro Civico Cittadino e, mentre i grandi edifici a due piani intorno sembrano quasi tutti alla ricerca di un affittuario, è in fase di espansione con la costruzione di una nuova ala che sarà collegata all’edificio principale e ospiterà uno staff che è cresciuto di film in film, di progetto in progetto e ha superato ormai le mille persone.

Superato il cantiere si arriva all’ingresso vero e proprio dell’area sovrastato da un semplice portale realizzato con una trave d’acciao sui cui sono appoggiate le lettere scolpite del logo: un’area a cui possono accedere solo i dipendenti o i visitatori invitati.

visita a Pixar

Una larga strada pedonale che costeggia anche un teatro all’aperto porta all’ingresso del grande edificio rivestito in mattoni. Nella piazza antistante ci accolgono delle megariproduzioni di Luxo e della palla protagonisti dei primissimi short Pixar.
L’ingresso nella grande hall affollata di poster e grandi quadri che fanno riferimento ad UP, l’ultimo film di animazione prodotto. toglie un po’ il respiro a chi ritiene questo luogo la fucina d’eccellenza della poesia digitale.

Con Guido effettuiamo una primo giro completo della struttura ma prima siamo invitati a depositare le nostre macchine fotografiche: gli uffici e i corridoi sono pieni di oggetti: dipinti, modelli, storyboard, semplici schizzi dai formati più vari che oltre ad soggetto di pubblicazioni specializzate e mostre dedicate rappresentano in alcuni casi gli strumenti e i progetti di lavori in corso che devono rimanere riservati.
pixarE’ comunque impressionante come la mole di materiale appeso alle pareti fuori e dentro gli uffici rappresenti la storia stessa del cinema di animazione degli ultimi 20 anni e come possa questo rappresentare uno stimolo per chi frequenta questi studi per dare vita a nuovi personaggi e nuovi progetti.L’avvicendarsi di colori e di disparate tecniche di rappresentazione crea una sorta di ambiente “magico” in cui si mischiano gioco e arte, divertimento e interpretazione della realtà vista di volta in volta con un pastello, una cera, una matita, un dipinto o una scultura, un pupazzo o un giocattolo…

Passiamo davanti all’ufficio di John Lasseter e salutiamo due membri dello staff che si occupa del cathering: strano ma vero anche qui come in Apple sono italiani!
Sul lato di uno dei corridoi centrali è allestita una mostra di quadri realizzati dai dipendenti di Pixar: non è riservata strettamente a quelli del reparto creativo e infatti i dipinti esposti in questi giorno sono di una produttrice esecutiva che si è fatta contagiare proficuamente dal talento di chi realizza scene, sfondi e bozzetti per preparare i progetti di animazione.
Il grosso dell’intervista si svolge nel Cafè Luxo situato nella grande hall, un luogo informale dove discutere di progetti e incontrare le diverse anime dell’azienda. A noi si unisce il simpaticissimo Davide Pesare che si occupa di shading e sviluppo e ha collaborato con Guido per circa 8 mesi nella fase iniziale del lavoro tecnico di Toy Story 3.

Pagine: 1 2 3