Fiat ed Apple, Marchionne: «Disponibile a mettere loro tecnologie sulle nostre auto»

Marchionne in un intervista parla del rapporto con i grandi della tecnologia ed FCA. «Sono disponibile a discutere con Apple, Google e Uber sui contenuti da collocare dentro alle nostre autovetture»

Fiat Chrysler è disponibile a collaborare sia con Google con Apple per portare le loro tecnologie dentro alle vetture del marchio italo-americano.È ancora una volta Sergio Marchionne a farci sapere che FCA è interessata, molto interessata, agli esperimenti che si svolgono nei laboratori segreti di Cupertino e di Sunnyvale e per farlo usa una intervista, non ancora pubblicata interamente ma di cui abbiamo un estratto, pubblicata sulla rivista Automobile Mag.

Marchionne non dice nulla di nuovo rispetto a quanto ha già affermato in precedenza. Da tempo l’amministratore delegato del gruppo che raccoglie popolari e prestigiosi marchi come Fiat, Alfa Romeo, Jeep, Ferrari, ripete di essere disponibile a discutere con i grandi della tecnologia “quelli che cambiano le carte in tavola”, come Marchionne definisce Google ed Apple, ma anche Uber: «sono apertissimo alle tecnologie. Penso che il paradigma da seguire sia quello che ruota intorno alla cooperazione sulle tecnologie con gli innovatori. La chiave è capire come possiamo coesistere e mettere in campo le nostre capacità. La velocità è fondamentale: dobbiamo creare un legame al più presto e parlare con  grandi, con chi si affaccia appena oggi sulla scena, con chi è in secondo piano. Con tutti. Noi costruiamo le vetture, loro hanno le tecnologie che vanno dentro alle vetture»

Marchionne su Apple car 640 Fiat ed Apple

Concetti non nuovi, come detto. Marchionne li ripete da mesi.  Alcuni dei quali sembrano sul punto di materializzarsi sotto forma, dice il WSJ, di una alleanza con Google. Big G, come spieghiamo qui, avrebbe deciso di dare ascolto alle sirene di Marchionne e sarebbe pronta ad esportare alcune delle sue tecnologie su vetture del gruppo FCA. Sembra molto difficile che Apple possa fare la stessa cosa, lasciando a Fiat Chrysler la possibilità di decidere le strategie di mercato, prestandosi a recitare il ruolo di fornitore di componenti, al pari di una Bosh o una Magneti Marelli.