OpenAI, dopo averne parlato a lungo, sta finalmente per lanciare i tanto attesi annunci pubblicitari all’interno di ChatGPT.
Si tratta di una mossa che segue la naturale evoluzione di ogni servizio gratuito di successo che, nel tempo, si vede spinto a cercare nuove fonti di guadagno. La decisione è stata presa e i primi test sono già partiti, come riporta CNBC.
L’azienda ha precisato che gli annunci saranno chiaramente visibili e collocati in una sezione separata, posizionata sotto la conversazione, in modo da non interferire con l’esperienza dell’utente. La discrezione sembra essere il principio guida: gli annunci, seppur mirati, non dovrebbero intaccare la qualità delle risposte fornite dal chatbot.
Un nuovo modello di ricavi per OpenAI
Con l’espansione continua degli utenti, OpenAI ha ritenuto che fosse necessario adottare un modello economico più solido per sostenere la crescita. Le pubblicità saranno visibili solo per gli utenti che utilizzano la versione gratuita di ChatGPT e per quelli iscritti al piano Go. Gli utenti con i piani più costosi, invece, continueranno a godere di un’esperienza senza cambiamenti, come finora.

Un aspetto fondamentale che OpenAI ha voluto chiarire è che le pubblicità non influenzeranno i risultati delle conversazioni: non ci sarà alcun uso commerciale dei dati delle chat. I dati resteranno privati o, nel caso si scelga di utilizzare la memoria per avere uno storico, saranno condivisi solo con OpenAI. Un punto delicato riguarda però la personalizzazione degli annunci, che potrebbe essere indirizzata in base alle preferenze degli utenti.
La concorrenza alza il tono
Nel frattempo, i competitor stanno sfruttando questo passo di OpenAI per guadagnare terreno. Nei giorni scorsi, Anthropic ha lanciato uno spot durante il Super Bowl, cercando di mettere in evidenza l’assenza di pubblicità nel suo chatbot Claude. Una mossa strategica che mira a conquistare la fiducia degli utenti preoccupati dalla possibile invasività degli annunci pubblicitari.
Un futuro equilibrato per gli annunci
Nonostante l’introduzione della pubblicità, OpenAI ha sottolineato che questo non sarà il suo futuro principale. Fonti interne all’azienda hanno dichiarato che la pubblicità, nel lungo periodo, non rappresenterà più della metà dei ricavi totali. Un messaggio che, sebbene rassicurante, potrebbe evolvere, come insegnano altre realtà tecnologiche che hanno visto l’introduzione di annunci diventare una parte predominante delle loro strategie di monetizzazione.
In aggiunta, OpenAI sta preparando il lancio di un nuovo modello nei prossimi giorni, che seguirà l’evoluzione di Codex, offrendo agli utenti nuove funzionalità avanzate.
Questa mossa potrebbe segnare un nuovo capitolo per OpenAI e per il modo in cui i chatbot si integrano nella nostra vita digitale, aprendo nuovi orizzonti per la monetizzazione dei servizi basati sull’intelligenza artificiale.












