Il COBOL è un vecchissimo linguaggio di programmazione, concepito negli anni ’50, poco amato dagli sviluppatori ma specificatamente ideato per lo sviluppo di applicazioni commerciali (il nome stesso è l’acronimo di COmmon Business-Oriented Language, ossia, letteralmente, “linguaggio comune orientato alle applicazioni commerciali”). È stato nel corso degli anni utilizzato per creare applicativi che si sono rivelati stabili e funzionali, resistendo a milennium bug, così come piattaforme hardware e sistemi operativi di nuova generazione.
Il COBOL è stato utilizzato per lo sviluppo di molti software usati in attività commerciali, banche, assicurazioni e altri enti in virtù di sue peculiarità concernenti la gestione dei numeri. La complessità del linguaggio e la pesante gestione numerica, spesso rendono poco conveniente la conversione delle applicazioni usando linguaggi più moderni e molte aziende non possono riscrivere applicazioni o convertire archivi storici memorizzati in formati proprietari.
Da qualche anno sono sempre più rare le persone in grado di mettere mano sul codice COBOL ma ora tutto potrebbe cambiare con funzionalità per il bot Claude AI specificatamente pensate per questo linguaggio, un annuncio che nel momento in cui scriviamo ha fatto precipitare del 13% le azioni di IBM, brand legato a sportelli ATM e sistemi bancari, con carichi di lavoro gestiti da mainframe e piattaforme da anni apprezzate per affidabilità, continuità operativa e costo totale per workload specifici.
Claude Code sfida il COBOL
Anthropic afferma che il suo modello è in grado di automatizzare la fase più lunga e costosa, quella di analisi: è in grado di mappare dipendenze, documentare flussi e proporre strategie di migrazione verso linguaggi come Java o Python, convertendo e testando i vari componenti.
La riduzione della complessità promette di ridurre le barriere che per anni hanno obbligato molti clienti a rimanere negli ecosistemi IBM per le difficoltà e competenze in grado di intervenire su sistemi legacy. La reazione del mercato è dunque comprensibile, tenendo conto di quanto la novità possa incidere su IBM in termini di prospettive di crescita, di margine e possibilità di trattare infrastrutture proprietarie.
Resta da capire quanto saranno realmente affidabili possibili conversioni, tenendo conto che molti sistemi COBOL hanno anche più di 40 anni e tengono conto di regole non documentate che nessuno ricorda più. È probabile che molte organizzazioni opteranno per un approccio graduale, con coesistenza temporanea tra COBOL e nuovi sistemi, sostituire progressivamente parti del sistema. IBM recentemente ha riportato i ricavi pi alti di sempre dall’ambito mainframe, sottolineando come – per determinati carichi di lavoro – questi sistemi continuino a offrire un costo operativo competitivo.

Nel 2023 la stessa IBM aveva riferito di voler usare l’AI per tradurre codice COBOL che pochissimi sono attualmete in grado di comprendere
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