Gli ultimi dati evidenziati da Counterpoint Research riferiscono che le spedizioni globali di smartphone nel 2026 sono previste in diminuzione del 12% anno su anno, appena al di sotto di 1,1 miliardi di unità, il volume annuo più basso dal 2013.
Altri dati interessanti che emergono dal report in questione:
- La severa crisi delle memorie sarà il fattorie principale della prevista recessione, un problema che si sentirà fino al 2027, interrompendo procedure ben consolidate dei vari produttori e con ritardi per tutto il settore
- Il segmento premium resterà relativamente resiliente mentre i segmenti di fascia inferiore si troveranno ad affrontare margini più netti e pressioni per prezzi accessibili a causa della diminuita disponibilità di moduli LPDDR4 e del crescente costo dei componenti. Di conseguenza, i produttori focalizzati sui segmenti inferiori e mercati emergenti, saranno quelli che subiranno il colpo più duro.
- Il consolidamento del settore è ora lo scenario di riferimento, con piccoli vendor che lottano contro l’aumento dei materiali (BOM), con conseguente riduzione dei mercati di riferimento e limitate capacità di assorbire lo shock economico
- La ripresa è improbabile prima del 2027, con miglioramenti di rilievo che dipenderanno dall’emergere di nuovi approvvigionamenti di memorie. I sottostanti mercati fondamentali e cicli di sostituzione rimarranno strutturalmente alterati fino alla fine del decennio.
- Counterpoint ritiene che il segmento premium rimarrà più resiliente rispetto al mercato di massa e probabilmente crescerà a cifra singola; per il segmento sotto i 200$ è previsto un declino di oltre il 20%. Apple e Samsung saranno probabilmente in grado di resistere meglio ai venti contrari, in virtù della loro forte integrazione con le catena di fornitura, elevato potere di determinazione dei prezzi e a continua forza del trend di “premiumisation” (strategia di marketing che innalza il posizionamento di un prodotto o servizio per percepirlo come di “fascia alta” o superiore, giustificando un prezzo maggiore).
Counterpoint riferisce ancora che mentre la fornitura di memoria per dispositivi top di gamma rimane stretta, si prende che la disponibilità di dispositivi premium rimanga relativamente stabile rispetto a modelli entry-level e prodotti medio-bassi. Inoltre, consumatori con redditi più alti della media e promozioni da parte degli operatori di telefonia, dovrebbero permettere di attutire l’impatto dell’innalzamento dei prezzi dei dispositivi nei segmenti premium.
Nei mercati emergenti, si prevede un declino nei mercati di Medio Oriente e Africa (MEA), regioni dell’America Latina e Asia-Pacifico, rispettivamente del 19%, 14% e 14%.
Secondo indiscrezioni circolate pochi giorni addietro, Samsung ha chiesto il 100% in più a Apple sulle memorie RAM, una trattativa che è finita con Cupertino che ha accettato di pagare il 60% in più rispetto a prima.
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