Intelligenza artificiale, robotica, realtà virtuale e nuovi computer pensati per la didattica: Didacta 2026 ha mostrato a Firenze come sta cambiando la scuola italiana.
Alla Fortezza da Basso, nella splendida cornice del capoluogo toscano, Macitynet ha visitato la nuova edizione della fiera di riferimento per il mondo dell’educazione, facendo un giro tra gli stand, ascoltando alcune conferenze e provando da vicino le tecnologie più interessanti, incluso il nuovo MacBook Neo.
Tra soluzioni per la classe, piattaforme digitali, accessori, workshop e dimostrazioni dal vivo, ecco cosa abbiamo visto a Didacta 2026 e quali segnali arrivano dal futuro della scuola.
Che cos’è Didacta
L’ambiente è quello di un piccolo castello medioevale, perlomeno visto da fuori, mentre dentro ci sono ampi spazio moderni per ospitare tutti gli stand di Didacta, organizzata attorno allo stand Spadolini, dove sostano praticamente tutti gli espositori, in tre piani.

I numeri di quest’anno non sono ancora noti (il sito riporta quelli dell’anno scorso) ma l’impressione di chi c’era è che non saranno molto diversi. Il primo giorno non è stato molto acceso per le presenze, molto meglio il secondo e soprattutto il terzo, che di solito è il giorno più vuoto, è stato invece ben fornito di utenti.
La fiera è pagamento, con importanti sconti per le varie scolaresche: ad ogni modo tutti gli stand potevano omaggiare gli utenti di uno o più ingressi gratuiti, destinati soprattutto agli addetti ai lavori.
Didacta è anche un modo per partecipare ai tantissimi eventi formativi, sia all’interno delle aree dei vari stand sia nei padiglioni dedicati, dove oltre ad assistere agli speech, è anche possibile al termine ottenere dei crediti formativi, utili agli insegnanti.

Viaggiando tra gli stand
Il padiglione centrale è la zona sicuramente più interessante, perché in tre piani sono distribuiti tutti gli stand dei vari espositori, che alternano zone di esposizione ad altre con aree adatte ai workshop o alle conferenze.
Come è tradizione, la fiera è divisa in varie aree ma camminando si trovano alternati stand che propongono device di tutti i tipi, da quelli smart a quelli dal sapore più industriale, sia che siano utili per la logistica di una scuola sia che siano utili per la didattica degli studenti.
Senza contare la presenza di stand dedicati ai mobili, alle attività, alla prevenzione del bullismo, all’accessibilità sino ad altri dove la parte ludica è predominante.
Non mancano gli stand pensati per il mondo dell’informatica, dove i vari rivenditori (quelli più grossi) illustrano le novità, affiancati da distributori di informatica e brand di computer veri e propri.
Apple e tutti gli altri
Apple non era presente alla fiera in modo ufficiale, nel senso che non aveva uno stand ufficiale, al pari di tutti gli altri nomi, gli unici marchi di computer ad avere uno stand erano Acer e l’italiana SiComputer, che oltre alla parte Edu avevano anche quella dedicata al gaming.
Lenovo era comunque co-sponsor di tanti, tantissimi stand con una presenza massiccia tra modelli in esposizione e seminari (in collaborazione con Microsoft) in praticamente tutta la fiera.
La presenza di Apple però non era da meno: facevano bella figura molti nuovissimi MacBook Neo presso i vari stand dei rivenditori, di vari colori, che gli utenti hanno potuto toccare, provare ed esaminare.
D’altra parte, il settore della scuola è assolutamente uno dei target di questo nuovo modello di Apple, che grazie ad un prezzo molto competitivo punta a ritagliarsi uno spazio importante nel molto affollato mondo dei computer per la scuola.
C’è anche da dire che il nuovo MacBook Neo, quest’anno, ha un po’ canibalizzato la presenza di iPad, che invece negli anni scorsi era abbastanza alta. Ne abbiamo visti davvero pochi in fiera di iPad.
Per il resto nella parte software e servizi la parte del leone la fa Google, che nel settore Education ha oramai una base consolidata, sia per i Chromebook che per quanto riguarda le piattaforma di gestione della classe.
Non mancava Canva con le sue proposte, mentre Adobe, al pari di Apple, ha lasciato che fossero i distributori a gestire workshop e presenza in fiera.
Uno degli interventi di Didacta, a cura di Athos Bocncompagni, ora visibile in differita per tutti, racconta l’attualità e la crescita dell’AI nel mojndo della creatività, un aspetto che diventa molto importante nel mondo dell’educazione.
Device e accessori
Tra gli accessori, sempre restando nel mondo affine a Macitynet perché altrimenti sarebbe davvero arduo elencare tutto, data la vastità delle proposte, rimane molto diffusa la presenza dei visori di realtà aumentata.
Anche se il Apple Vision Pro di Apple non è mai arrivato in Italia (e il suo futuro appare quantomeno fumoso), il mondo della realtà virtuale ha trovato nel settore Educational un terreno fertile.
Sono molti gli stand con proposte legate ai visori di realtà virtuale e aumentata, chi in modo superficiale e chi invece in modo più verticale, tanto che diversamente dagli anni scorsi, dove i visori stessi erano protagonisti come grande novità, oggi sono accessori delle soluzioni software, che invece sono al centro della proposta.
Non mancano le aree dedicate alla robotica e alla programmazione, con o senza Intelligenza artificiale: sono molte le aree dove si vedevano soluzioni legate appunto a sofisticati robot, interi o parziali, con soluzioni pensate per la programmazione (quindi utili agli studenti in ottica didattica) ma anche per la sperimentazione e l’uso vero e proprio in molte aree.
AI? Si ma…
E l’AI? Chi scrive ammette che si aspettava una presenza massiccia di AI all’interno della fiera, con soluzioni e workshop a tema, un po’ come succede in tutti gli altri settori, dove l’AI è sempre al centro di tutto, talvolta anche come solo strumento di marketing.
L’impressione invece è che pur presente, nel mondo della scuola l’AI non è al centro dei vari progetti, ma uno strumento come altri per la soluzione. Si usa l’AI per programmare, per sviluppare, per gestire la quotidianità dell’ufficio e all’interno di vari servizi, ma sempre a servizio di uno scopo che non è mai l’AI stessa.
C’erano i seminari di Microsoft dedicati all’AI locale (grazie alle NPU) e diversi progetti che usavano l’AI per lo sviluppo di soluzioni, quindi l’argomento non mancava ma mai come strumento fine a se stesso, ma non era il centro dell’attenzione, come invece ci aspettavamo.
Conclusioni e futuro
Non possiamo dire come davvero è andata Didacta quest’anno, perché da un lato non abbiamo i numeri, dall’altro il parere dipende sempre dal punto di vista. L’affluenza è stata, a stima, la stessa degli altri anni, la voglia di conoscenza da parte degli insegnanti e dei dirigenti non sembra cambiata, anche dopo la droga dei fondi Europei degli anni scorsi, e la tecnologia è sempre interessante e stimolante, tanto per chi insegna quanto per chi impara.
L’AI sta cambiando il mondo della scuola, come è inevitabile che sia, ma al momento i ragazzi sono ancora al centro del progetto e questa è una bellissima notizia, perchè una AI qualunque, se usata male, può danneggiare più che aiutare le menti delle nuove generazioni.
Dal punto di vista commerciale e strategico, la fiera ha sempre la sua importanza, sia come punto di riferimento per capire dove sta andando l’intero settore, sia anche per allacciare conoscenze che possono servire durante l’anno, oltre ovviamente a scoprire materiali, tecnologie, servizi e altro che possono offrire quel salto di qualità di cui la scuola ha e avrà sempre bisogno.
Arrivederci quindi alla prossima Didacta, quella autunnale, che diversamente da questa è itinerante (l’anno scorso era a Riva del Garda, quest’anno ancora non si sa) e poi ancora a Didacta 2027 ancora qui a Firenze, dove oramai è diventata una istituzione.













































