Sin dai primi giorni di disponibilità, il MacBook Neo è stato sottoposto a stress di tutti i tipi, e c’è chi ha provato a fare anche modifiche hardware complicate sostituendo l’unità SSD di serie, o più semplici, applicando pad termici sul SoC per impedire alla CPU di gettare troppo presto la spugna.
Il chip A18 Pro integrato nel MacBook Neo (lo stesso che è presente su iPhone 16 Pro and 16 Pro Max) è raffreddato in modo passivo con un semplice strato di graffente e un po’ di pasta termica; questi sistemi di raffreddamento sono perfetti per carichi di lavoro leggeri ma se si stressa il portatile, la temperatura del SoC può superare anche i 100 gradi, con conseguente “strozzature” dovute a quello che in gergo si chiama “thermal throttling”.
In un video YouTube del canale ETA Prime mostra questo problema: avviando il gioco “No Man’s Sky” questo evidenzia circa 30 frame al secondo alla risoluzione di 1408×881 pixel, e le temperature del chip arrivano a 105°C. Il MacBook Neo non è una macchina pensata per il gaming ma effettuando delle modifiche hardware è stata dimostrata la possibilità di migliorare la gestione termica e ottenere migliorie in termini di performance.
La prima modica consiste nell’applicare un dissipatore di calore e un pad termico sull’intera scheda logica, coprendo tutto, CPU compresa. Dopo avere rimosso il coperchio inferiore, lo YouTuber ha rimosso con attenzione lo strato di grafene di serie sulla CPU usando una pistola termica, riapplicato lo strato di grafene su vari componenti, raffreddato la CPU con pasta termica Noctua e una striscia di rame. Alla fine un pad termico è stato sistemato in modo da combaciare con il coperchio in alluminio, contribuendo a raffreddare ulteriormente la macchina.
Dopo questa modifica le temperature a parità di condizioni risultano inferiori di 20°C e No Man’s Sky ora gira a 58fps. Il SoC è in grado di gestire meglio il calore (potenza termica) generato dal processore, impedendo o riducendo il “thermal throttling” (riduzione delle prestazioni). La modifica evidenzia migliorie anche con alcuni benchmark. Usando Geekbench 6 l’A18 Pro ha evidenziato un punteggio migliore del 9,7% nei task multi-core e di circa il 15,2% nei test single-core.
Un ulteriore prova è stata fatta con il raffreddamento a liquido (termoelettrico) per ridurre ulteriormente le temperature del SoC. Il sistema di raffreddamento usato è stato concepito per gli smartphone e sfrutta l’effetto Peltier creando una superficie fredda che allontana il calore dalla parte posteriore del notebook. Sfruttando quest’ultimo sistema di raffreddamento con No Man’s Sky sono state registrate temperature di circa 74°C e frame rate appena al di sotto dei 6p fps. GeekBench 6 ha evidenziato risultati migliori, con migliorie del 18,60% nei test multi-core e del 17.52% nei test single-core.
L’esperimento dimostra che, se Apple avesse voluto, avrebbe potuto integrare un sistema di dissipazione attivo, con ovvie prestazioni più costanti nel gioco e altre attività che impegnano pesantemente il SoC.
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