La crescita esponenziale di strumenti AI ha cambiato completamente le modalità di sviluppo software e ora quella più in voga è ora il cosiddetto “vibe coding”, l’attività di programmazione che passa attraverso tool di intelligenza artificiale, permettendo a chiunque di programmare, in vari casi senza bisogno di grandi competenze, partendo da semplici vibes, in altre parole da un’idea piuttosto vaga del tipo di risultato che si vuole ottenere.
L’approccio al vibe coding ha portato nel 2025 a una ondata di nuove app nell’App Store, con un notevole accumulo di lavoro per i team che si occupano di revisionare le app prima dell’approvazione sullo store di Apple.
Il vibe coding ha aumentato l’invio di app dell’84%
Stando a quanto riferisce The Information, lo store di app di Apple ha visto un incremento dell’84% di nuove proposte di app in un solo trimestre, costringendo i revisori di Cupertino a lavorare per molte ore extra per smaltire l’enorme accumulo di software in attesa di essere approvato.
Molte di queste nuove app, sono utility molto semplici ma dal punto di vista di Apple richiedono sempre verifiche sul versante sicurezza: è necessario rivedere a una a una le varie app, un processo di revisione che rallenta il processo di approvazione ma è fondamentale per non incappare in spiacevoli problemi.
Il “vibe coding” democratizza lo sviluppo ma mette sotto pressione l’App Store
Gestire l’ondata di nuove app generate con l’AI non è facile per Apple. A quanto pare è rapidamente emerso che molte di queste nuove app presentano problemi strutturali nascosti, una serie di inconvenienti ricorrenti che ha costretto Apple a limitare gli aggiornamenti per le applicazioni create tramite Vibe Coding preferendo mettere un fredno e favorire controlli sulla qualità.
Il team di revisori di app dell’App Store ha iniziato a rifiutare i programmi che non soddisfano parametri di prestazioni e sicurezza. Si è deciso di dare giro di vite anche a gravi violazioni di regole, rimuovendo ad esempio l’app Anything dall’App Store per violazioni delle regole sull’esecuzione del codice, dopo aver individuato seri rischi per la sicurezza.
Apple incoraggia gli sviluppatori ma allo stesso tempo mira a proteggere gli utenti da software potenzialmente pericolosi. Le procedure di verifica delle app continueranno probabilmente a rimanere molto rigide per gestire le ondate di app in arrivo con la sempre maggiore disponibilità di strumenti che ne facilitano la creazione.
Fino a pochi anni addietro era impensabile che un utente sprovvisto di competenze di programmazione riuscisse a scrivere codice; oggi invece chiunque può provare a programmare sfruttando le IA: basta accedere a un tool e iniziare a dialogare con un chatbot ricorrendo al linguaggio naturale.
La barriera di ingresso eliminata dal vibe coding è paragonabile a quella che sta man mano svanendo e che ora permette a chiunque di generare di immagini e video, senza alcuna competenza.
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