Xbox non è in vendita. A dirlo senza esitazioni è Asha Sharma, CEO di Xbox, intervenendo sulle indiscrezioni secondo cui Microsoft avrebbe valutato anche una separazione o una vendita delle attività legate al gaming. Le voci arrivano in una fase particolarmente delicata: il gruppo sta riducendo il numero degli studi, accorpando team e cercando un modello più sostenibile per una divisione sulla quale continua comunque a investire.
La dichiarazione di Sharma è riportata dal New York Times e arriva mentre Microsoft porta avanti una delle più importanti riorganizzazioni della storia di Xbox. Sullo sfondo c’è anche Project Helix, il progetto destinato a definire la prossima generazione hardware Xbox. Microsoft prevede di mettere i primi sistemi alpha nelle mani degli sviluppatori nel 2027, mentre al momento non è stata indicata una data ufficiale per il debutto commerciale.
Xbox si ridimensiona: studi ceduti, accorpamenti e migliaia di posti coinvolti
Il sito Windows Central ricostruisce la portata della riorganizzazione. Microsoft ha avviato un piano che coinvolge complessivamente migliaia di posti di lavoro e sta ridisegnando in profondità la struttura degli Xbox Game Studios.
Tra i casi più rilevanti c’è Ninja Theory, per la quale Microsoft ha avviato una consultazione su una possibile chiusura, pur continuando a valutare eventuali alternative. Double Fine ha invece lasciato Microsoft attraverso un’operazione che ha riportato lo studio sotto il controllo del management, conservando proprietà intellettuali e catalogo.
Anche Halo Studios è stato fortemente ridimensionato. Il prossimo capitolo della serie Halo verrà sviluppato sotto la responsabilità di Activision attraverso un nuovo team dedicato e separato da quelli che lavorano a Call of Duty. Una struttura più piccola di Halo Studios continuerà invece a occuparsi dei titoli già disponibili e della community.
La riorganizzazione comprende inoltre accorpamenti e spostamenti di diversi studi all’interno dei grandi gruppi di sviluppo Microsoft. L’obiettivo dichiarato è ridurre la complessità organizzativa e concentrare investimenti e risorse sui franchise ritenuti più importanti.
È in questo contesto che acquistano peso le parole di Sharma. Secondo quanto riportato dal New York Times, la dirigente «non ha esitato» nell’affermare che Xbox non è in vendita.
«Faremo tutto il necessario per operare con successo, e valuteremo le giuste partnership, il corretto modello operativo e tutto ciò che serve per ottenerlo. […] Abbiamo ancora molta strada da fare con Microsoft e adotteremo una visione a lungo termine».

Il problema di Xbox resta la sostenibilità economica
La questione centrale riguarda infatti il modello economico di Xbox. Microsoft ha investito per oltre vent’anni nella piattaforma, ampliandola progressivamente dalle console ai giochi per PC, al cloud gaming, agli abbonamenti Game Pass e infine all’acquisizione di grandi publisher come Bethesda e Activision Blizzard.
Il CEO di Microsoft Satya Nadella ha riconosciuto in passato che l’azienda non è sempre riuscita a monetizzare adeguatamente il valore generato dai propri videogiochi. Una sua osservazione riassume bene il problema: «In effetti, c’è più monetizzazione dei giochi Xbox su YouTube che in Microsoft».
Il riferimento è all’enorme quantità di contenuti, video, streaming e community che ruotano intorno ai giochi Xbox ma che producono ricavi anche per piattaforme esterne. Per Microsoft la sfida consiste quindi nel trasformare quella popolarità in un’attività sufficientemente redditizia da giustificare gli investimenti richiesti dallo sviluppo dei grandi videogiochi contemporanei.
La strategia di Sharma sembra muoversi in questa direzione: una struttura più leggera, meno livelli organizzativi, maggiore attenzione ai franchise principali e una distribuzione dei giochi sempre meno legata alla sola console Xbox.
Il risultato è un’azienda molto diversa da quella che per anni ha costruito la propria strategia intorno alla sfida diretta con PlayStation. Microsoft continua a preparare nuovo hardware con Project Helix, ma allo stesso tempo pubblica giochi su più piattaforme e riorganizza profondamente i propri studi.
Per questo la frase «Xbox non è in vendita» chiarisce solo una parte del quadro. Microsoft intende mantenere il business gaming, ma sta ancora cercando la struttura, le dimensioni e il modello operativo con cui renderlo sostenibile nel prossimo decennio.












