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Anche Wal-Mart nel mercato della musica digitale

Anche Wal-Mart entra nel mercato della musica digitale. Il colosso americano della grande distribuzione, dopo un periodo di test ha lanciato ufficialmente ieri un servizio di download che concorre, per modalità  e prezzi, direttamente con quello di Apple.

L’€™acquisto di una singola canzone da Wal-Mart costa 88 centesimi di dollaro, 11 centesimi meno di quanto non costi dal negozio di Apple e dalla maggior parte dei rivenditori di musica on line. Il catalogo, secondo quanto si apprende dai siti americani, si è arricchito durante la fase sperimentale e conta ora su artisti e brani esclusivi.

Uno degli aspetti interessanti dell’€™iniziativa di Wal-Mart è che il servizio non è appare finalizzato a produrre profitti in sé o ad aggiungere un significativo fatturato al business della società . Certo l’€™impatto sul bilancio sarà  minimo.

Se anche la società  americana, la prima catena al mondo nel numero dei supermercati e per profitti, dovesse raggiungere la soglia rilevantissima di 100 milioni di canzoni l’€™anno aggiungerebbe 88 milioni di dollari al fatturato che è di 260 miliardi di dollari, ricavandone molto probabilmente una perdita netta.
Ma il fine di Wall-Mart non è quello di produrre profitti o incrementare il fatturato ma dichiaratamente quello di aumentare il traffico sul suo sito. In questo senso la vendita di musica digitale viene vista dai manager della società  americana come un ottimo veicolo di visitatori che, attratti dalla musica digitale, potranno usufruire anche di altri servizi più lucrosi. Più o meno quello che accade alla Apple dove la vendita di musica digitale primariamente un sistema per supportare le vendite di iPod su cui Cupertino ricava ingenti profitti.

La scelta strategica di Wal-Mart, abbinata a quella di altri grandi protagonisti del mondo del consumo (come ad esempio Coca Cola) getta una luce vivida sulla rapidissima trasformazione che sta subendo il mercato della musica digitale che divenendo veicolo a supporto ad altri business si può praticare a ricavo zero se addirittura in perdita.
Una strategia in un tempo gradita, intelligente e pericolosa

Gradita alle grandi major discografiche, che traggono profitti e abbattono la pirateria, intelligente per chi vendendo musica spunta margini altrove, pericolosa per chi, invece, vendendo semplicemente e unicamente musica corre il rischio di trovarsi stretto in una morsa che, spingendolo ad abbattere sempre più i costi, presto potrebbe risultare asfissiante se non letale.

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