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Aperture diventa Universal Binary; l’update a breve

Buone notizie per il segmento professionale degli utilizzatori Macintosh: sembra, infatti, che il periodo di transizione da hardware PowerPC ad Intel sia essere meno scabroso di quanto inizialmente prospettato.
La difficoltà  di riscrivere in versione universalizzata le applicazioni Pro e la mancanza di tempi certi entro cui renderle disponibili, ha di certo convinto molti utenti a rimandare l’acquisto delle nuove macchine per non soffrire di prestazioni inadeguate, sotto emulazione, o peggio di tempi morti improduttivi.

Sotto i riflettori del “Photography Marketing Association”, show di settore che si sta tenendo in questi giorni ad Orlando, in Florida, Apple ha colto la palla al balzo per presentare l’ultima versione 1.1 di Aperture, il software dedicato all’elaborazione fotografica non-distruttiva.
Le novità  di questo aggiornamento, come è facile intuire, riguardano l’adattamento del codice anche ai Mac con processore Intel (in precedenza, provando ad avviare il programma si riceveva un messaggio di errore indicante la mancanza di hardware adatto); in ogni caso non sono state neppure tralasciate ottimizzazioni specifiche per i PowerBook G4.

In particolare, gli strumenti “lift and stamp” per la copia dei metadati funzionano due volte più veloci con questa release del software rispetto alla precedente, se usati su un PowerBook G4. L’incremento velocistico è ancor più significativo se Aperture gira sul MacBook Pro: in tal caso le stesse operazioni sono fino a tre volte più rapide.
Le ricerche specifiche effettuate da Apple sui file RAW, hanno permesso di perfezionare l’algoritmo di decodifica con il risultato immediato di una migliore qualità  dell’immagine. Anche gli strumenti di riduzione del rumore, sharpening ed il filtro per le luci sono stati interessati dalle modifiche.
Gli uomini di Cupertino si dicono molto soddisfatti di questo update, di rilevante importanza per un software giovanissimo, che oltre a migliorare quanto già  esistente, non ha mancato di aggiungere ulteriori frecce al suo arco.

La prima, denominata “Auto Noise Compensation” è stata pensata appositamente per minimizzare gli effetti negativi dovuti a valori di sensibilità  ISO troppo alti o esposizioni lunghe. L’opzione riesce a tener conto del comportamento di ogni singola fotocamera assicurando sempre i migliori settaggi per le immagini.
Anche il Color Meter è stato interessato dalla raffica di novità  permettendo di campionare ogni singolo pixel dell’immagine e mostrarlo in un differente spazio colori: RGB, Lab o CMYK. I valori dei colori possono essere modificati direttamente dal pannello degli aggiustamenti o anche sotto l’azione della lente di ingrandimento.
In ultimo, senza dover ricorrere ad uno strumento esterno (come ad esempio Photoshop), tra le opzioni di esportazione ora si può specificare la risoluzione in dpi.

Molti altri aggiustamenti hanno interessato i settori dell’export delle immagini, della manipolazione dei metadati, della visualizzazione a schermo, stampa, analisi con istogrammi, cropping, output per il web oltre che a migliori flussi di lavoro per AppleScript ed Automator.

Il grosso lavoro di rifinitura dell’applicazione, compiuto dagli uomini di Cupertino, è stato possibile grazie ai contributi dei molti fotografi professionisti che hanno inviato i loro scatti in RAW ad Apple. Le foto utili alla causa, quelle con giochi di luce particolari, esposizioni in condizioni critiche, immagini non banali, sono state accuratamente analizzate per fornire sempre una migliore aderenza alla codifica dei dati, ora registrabili anche secondo lo schema RAW 1.1.

Questa Pro-App, a differenza di Logic, godrà  dell’upgrade gratuito ad Universal Binary, aggiornamento che sarà  disponibile ufficialmente nel mese di marzo.

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