Apple brevetta le skin multi-touch applicabili a oggetti di tutti i tipi

Alcuni nuovi brevetti della casa di Cupertino fanno pensare a una nuova generazione di accessori multi-touch: racchette da tennis, mazze da golf, bastoni da hockey. Non solo oggetti sportivi ma anche telecomandi per la TV, volanti per auto e skin per chitarre.

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Patently Apple ha individuato alcuni nuovi interessati brevetti della casa di Cupertino concernenti il multi-touch, alcuni dei quali fanno pensare a una nuova generazione di accessori sensibili al tocco. In una figura si nota un oggetto nel quale il multi-touch è sfruttato in tutte le tre dimensioni: si fa l’esempio di una racchetta ma questa potrebbe essere una mazza da golf o il bastone da hockey. La skin multi-touch è avvolta intorno alla circonferenza del manico estendendosi per tutta la sua lunghezza, consentendo la lettura di numerose variabili quando un giocatore afferra il manico durante il gioco. La dimensione e la forma della skin multi-touch può variare secondo l’oggetto e secondo come lo stesso può essere afferrato (le skin per le freccette, ad esempio, saranno ovviamente più piccole rispetto a quelle da incorporare nel manico di una racchetta da tennis).

La tecnologia di Apple è in grado di riconoscere punti diversi sulle superfici, monitorando allo stesso tempo cosa accade all’oggetto (ad esempio, quando una racchetta è toccata con le dita o il palmo della mano, dalle superfici di contatto vengono generati segnali con i quali riconoscere la posizione della mano). Dopo aver riconosciuto la posizione delle dita o del palmo della mano, i dati possono essere analizzati determinando, ad esempio, la corretta impugnatura per un diritto o un rovescio. Il sistema è in grado di comprendere anche l’orientamento della racchetta o di una mazza da golf, determinando se le mani sono poste correttamente o no.

In base all’analisi dei sensori, un display potrebbe mostrare informazioni o consigli (consigliando, ad esempio, di spostare l’indice o il pollice in una determinata direzione). Apple ha previsto un sistema con il quale dovrebbe essere possibile confrontare i segnali con archivi storici e indicare se vi sono stati cambiamenti di pressione, posizione, direzione, velocità e accelerazione (un sistema “intelligente” potrebbe essere sfruttato per verificare se ha correttamente seguito indicazioni e consigli).

Oltre ai dispositivi sportivi, Apple sembra aver pensato all’utilizzo di dispositivi multi-touch anche nel salotto: ad esempio, nei telecomandi per la TV. Tale tecnologia su un telecomando consentirebbe di eseguire gesture (ad esempio, cambiare canale muovendo in alto o in basso il pollice; oppure aumentare o ridurre il volume muovendo una o più dita), eseguendo anche simultaneamente più operazioni (abbassare il volume e cambiare canale).

Altro interessante utilizzo previsto da Cupertino per la skin multi-touch è un volante da auto utilizzabile come volante vero e proprio o come volante virtuale. Le skin in questo caso sono sistemate nella corona circolare, analizzando e inviando i dati a un processore. Si potrebbe, ad esempio, verificare se il conducente di un veicolo stia correttamente tenendo le mani sul volante e inviare, in caso, feeedback visivi o sonori. In altri esempi più complessi, Apple ha previsto gesture per cambiare stazione radio, aumentare o ridurre il volume, senza bisogno di spostare l’attenzione verso l’autoradio. Altre gesture ancora potrebbero essere usate per attivare o controllare la velocità del tergicristallo per eliminare dal parabrezza pioggia, neve e polvere.

Secondo quanto dichiara Apple qualunque dispositivo per il controllo o la guida, come ad esempio joystick o volante, può essere rivestito da skin multi-touch. Le idee di Cupertino in questo campo non si fermano ad ogni modo qui e la casa fa l’esempio di skin-multitouch portatili sovrapponibili ad alcuni oggetti, come ad esempio, il manico di una chitarra: un software potrebbe interpretare la corretta esecuzione degli accordi e correggere eventualmente l’apprendista musicista (nuove idee per le lezioni di GarageBand?).

[A cura di Mauro Notarianni]