Home MacProf Foto Digitale Attenzione aziende: ecco i costi nascosti dei nuovi processori

Attenzione aziende: ecco i costi nascosti dei nuovi processori

Per gli utenti del Mac il problema non esiste. I desktop dual-processor vengono considerati come una macchina unica dal punto di vista delle licenze dei software. Ci mancherebbe altro, viene da dire. Già  programmi come Adobe Photoshop costano un occhio della testa, pagare per due perché la macchina ha due processori sarebbe un insulto. Ma nel mondo dei server e delle applicazioni per server non è così.

In quel segmento del mercato Ict, infatti, le applicazioni (gli application server, il middleware etc) vengono vendute sulla base delle Cpu utilizzate. E’ il modello di billing più diffuso e adesso sta per portare una serie di problemi non da poco, secondo Network World Fusion. La colpa è delle nuove Cpu che stanno arrivando sul mercato.

Si tratta dei processori multi-core, cioè praticamente due o più processori montati sullo stesso chip di silicio. Pensati per ottimizzare i costi e il consumo energetico, razzolando tutta la potenza possibile dal singolo pezzo di silicio, in realtà  quando poi si passa a parlare con chi vende il software le sorprese non mancano. Anche e soprattutto perché sono spesso le stesse aziende che vendono l’hardware quelle che poi vendono anche il software.

Per esempio, Ibm dal 2001 ha prodotti dual-core nella sua serie Power per server, Sun e Hp hanno presentato entrambi i propri processori dual-core nel 2004, mentre Intel e Amd stanno per lanciarli nel 2005. In futuro, il numero dei “core”, dei noccioli, aumenterà  ancora di più. Niagara, il processore che Sun lancerà  nel 2006, ne avrà  otto, mentre in futuro si arriverà  a 16 e anche 32 core sullo stesso wafer di silicio.

Qual è il risultato? L’esempio lo racconta la pubblicazione online con riferimento alla W.L. Gore & Associates, quelli che fabbricano il Goretex. Dopo aver comprato una serie di nuovi hardware di Sun, basati su UltraSparc IV, il primo prodotto dual-core, quando è arrivata Oracle a vendere l’aggiornamento dei propri software per il database sono nati i problemi. Infatti, Oracle considera come due cpu e quindi due licenze ogni macchina dotata di un processore dual-core.

Risultato? Una levitazione dei costi nell’ordine dei 100mila dollari, una pessima sorpresa per il responsabile It e per il consiglio di amministrazione che a fronte di un piano per aggiornare tutto ottenendo consolidamento e risparmio si trovano in mano invece una secca levitazione dei costi.

Non è questo l’unico costo nascosto che rischia di rovinare la giornata alle aziende, certamente, ma si tratta di una novità  che merita di essere sottolineata. Attenzione, dunque. Perché quello che succede negli Usa sei mesi dopo succede anche da noi…

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