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Cherry OS, niente di vero?

Cherry OS realtà  o un falso? La domanda se la stanno ponendo in molti in queste ore in coincidenza con l’intensificarsi di voci non propriamente tranquillizzanti sulla reale esistenza dell’emulatore Mac su Pc.

I primi sospetti al proposito erano sorti immediatamente dopo l’annuncio avanzato da Maui X-Stream, una società  delle isole Hawaii specializzata in streaming Internet. Secondo diversi esperti era possibile che gli screen shots mostrati dal presunto programmatore, Arben Kryeziu, altro non fossero che delle immagini prese da PearPC, un progetto open source che si prefigge proprio di portare Mac OS su PC. Anche il nome, Cherry (ciliegia) poteva lasciare immaginare un certo grado “d’ispirazione” a PearPC. A fare da garante alla notizia c’era, però, l’articolo di Wired, una testata che di solito non si lancia in scoop giornalistici se non ha dei riferimenti precisi.

Nelle scorse ore, però, il castello ha cominciato a mostrare le sue fondamenta e non appare, a prima vista, che siano solidissime, almeno stando ad altre voci.

Secondo alcuni siti Cherry OS non sarebbe affatto un prodotto reale, ma una “variazione sul tema” di PearPC, quanto funzionante e reale non è dato di sapere. La decisione di lanciare la notizia sarebbe stata fondata sulla necessità  di un piccola società  denominata VX30 di testare una applicazione per lo streaming in Java su grandi volumi di traffico, quei grandi volumi che una notizia come quella di un emulatore Mac su PC avrebbe potuto attirare. La chiave dell’intera vicenda sarebbe stato proprio Wired e la sua attendibilità , oltre che la sua popolarità . Da parte sua il presunto sviluppatore si sarebbe tutelato sulla possibile accusa di truffa non mettendo in vendita proprio nulla e avvertendo tutti coloro che chiedevano informazioni sull’acquisto del prodotto che esso era ancora in beta e rifiutando di raccogliere numeri di carte di credito.

In attesa della verifica di quanto riportato fin qui, tra gli altri, anche da Your Mac Life , secondo cui apparirà  oggi su Wired, a firma di Leander Kahney un articolo che farà  luce sull’intera vicenda, segnaliamo che il sito Cherry OS non risponde.

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