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Deep Blue va in pensione

Quattrocentottanta processori, il cuore di Deep Blue, non fanno più tanto scalpore e, il computer abile nel gioco degli scacchi, tanto da battere (calcolando 200 milioni di mosse al secondo) alcuni anni fa il campione russo Garry Kasparov, passerà  i prossimi anni in una stanza del National Museum of American History, presso il Behring Center dello Smithsonian Institution di Washington (lo stesso che ospita anche l’Apple Macintosh “The computer for the rest of us”), per la mostra permanente “Information Age: People, Information and Technology”.
Il supercomputer di IBM, grosso come un frigorifero e pesante 1 tonnellata e mezzo, dopo il torneo virtuale con Kasparov era stato messo al lavoro per quattro anni presso il Watson Research Center, nella sede IBM di Yorktown Heights, New York.
Lo scienziato Murray Campbell, che aveva partecipato alla progettazione di Deep Blue nel 1989, conferma che dopo la trovata pubblicitaria del torneo di scacchi il computer subì vari sviluppi.
Anche per la sua uscita di scena, Deep Blue, ha voluto il suo ultimo “colpo di teatro”.

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