Film completi in italiano su YouTube: il fenomeno si allarga e si diffonde

Su YouTube è possibile trovare migliaia di film completi nella nostra lingua, pellicole d’introvabili lungometraggi d’epoca ma anche titoli recenti. Un fenomeno sempre più vasto, difficile da arginare: ogni minuto caricate l’equivalente di 72 ore di video.

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E’ sempre più facile trovare film completi su YouTube e altri siti che ospitano filmati. Digitando le parole chiave: “film completo” sul motore di ricerca di YouTube nel momento in cui scriviamo appaiono 834000 voci con titoli come “Armageddon”, “Blow”, “Lo chiamavano trinità” a chicche da poco presenti in sala e rarità per appassionati Non mancano i canali dedicati a personaggi (ad esempio tutta la filmografia di Totò) e playlist di appassionati dedicati ad attori e attrici famose.

YouTube si giustifica affermando che non è facile attivare dei controlli preventivo sui filmati caricati: sono 800 milioni gli utenti che visitano ogni mese il sito, vengono guardati nello stesso periodo oltre 4 miliardi di ore di video e ogni minuto caricate 72 ore di video. Numeri impressionanti anche quelli che riguardano nello specifico le visualizzazioni: nel 2011 (non abbiamo dati più recenti), YouTube ha registrato più di 1 trilione di visualizzazioni, pari a circa 140 visualizzazioni per ogni persona sulla Terra.

Altri dati interessanti sono quelli che riguardano le connessioni mobile: oltre il 25% delle visualizzazioni globali provengono da dispositivi mobili. la gente effettua un miliardo di visualizzazioni al giorno su YouTube Mobile e il traffico proveniente dai dispositivi mobili è triplicato nel 2011.

In passato gli utenti non potevano caricare filmati più lunghi di 15 minuti; tale limite è stato in seguito rimosso fidandosi di criteri come la reputazione o l’assenza di segnalazione di violazioni. La società ricorre a un meccanismo di scansione dei contenuti (“Content ID”) sottoponendo a identificazione ogni giorno l’equivalente di 100 anni di video ma evidentemente il meccanismo non è sufficiente ad arginare la messa in rete di filmati protetti dai diritti d’autore. I detentori del copyright per difendersi possono ad ogni modo attuare varie policy: blocco del contenuto (impedire la visualizzazione), tracciamento (il video rimarrà inalterato ma le statistiche sulle visualizzazioni saranno visibili nell’account YouTube Analytics del proprietario dei contenuti) o monetizzazione.  Il sistema può essere sfruttato in modo flessibile impostando policy differenti su contenuti, aree geografiche o archi temporali diversi. Anche gli utenti finali possono fare la loro parte, segnalando violazioni cliccando sull’icona/bandiera presente in calce su tutti i filmati.

Chi ritiene che la propria opera protetta da copyright sia stata pubblicata su YouTube senza autorizzazione, può inviare una notifica di violazione del copyright. Tali richieste devono essere presentate solo dal titolare del copyright o da un agente autorizzato ad agire per conto del titolare. I titolari dell’account possono rispondere con una contronotifica, una richiesta legale con cui si chiede a YouTube di ripristinare un video che è stato rimosso per presunta violazione del copyright.

La procedura può essere utilizzata solo nei casi in cui il caricamento sia stato rimosso o disattivato in seguito a un errore o all’errata identificazione del materiale da rimuovere o disattivare, ad esempio nei casi di fair use.  

film completo in italiano

In molti Paesi, determinati utilizzi di opere protette dal copyright non violano i diritti del titolare. Negli Stati Uniti, ad esempio, i diritti di copyright sono limitati dalla dottrina del “fair use”; in altri Paesi, c’è un concetto simile chiamato “fair dealing”. È responsabilità dell’utente comprendere la legge pertinente e se protegge l’utilizzo che ha in mente. Negli USA il fair use può essere determinato solo in un tribunale; per determinare se una difesa relativa al fair use è valida, i giudici esaminano l’utilizzo in presunta violazione in base a diversi fattori. Gli impieghi a scopo di critica, commento, informazione, insegnamento, erudizione o ricerca potrebbero essere considerati giusti. YouTube suggerisce a chi pensa di utilizzare anche solo una piccola parte di un materiale protetto da copyright, di chiedere prima una consulenza legale.

I detentori del copyright possono scegliere di condividere gli incassi generati dalla visualizzazione dei video, una scelta, ad esempio fatta da numerosi network televisivi (anche italiani), da alcune case cinematografiche, etichette discografiche e realtà sportive.

Per quanto riguarda le trasmissioni televisive, in passato spesso i vari canali TV richiedevano la rimozione dei contenuti; ora, invece, preferiscono accordarsi con Youtube e consentire e incoraggiare la trasmissione di spezzoni. 

Non è molto noto ma YouTube ha anche un canale ufficiale con filmati legalmente caricati dai detentori dei diritti d’autore (non moltissimi nel momento in cui scriviamo); gli sviluppatori sono moltoattivi anche nei confronti dei videomaker offrendo spesso premi per cortometraggi e altri lavori.

Alcuni video sono offerti con licenze “Creative Commons”: queste offrono agli autori di contenuti un modo standard per autorizzare qualcun altro a utilizzare le loro opere. YouTube consente agli utenti di contrassegnare i loro video con una licenza “Creative Commons CC BY”; gli utenti possono accedere a tali video e utilizzarli, anche a scopi commerciali, nei loro video tramite l’Editor video del sistema; con la licenza CC BY l’attribuzione è automatica, vale a dire che per i video creati utilizzando contenuti Creative Commons vengono visualizzati automaticamente i titoli dei video di origine sotto il video player. Il proprietario conserva il copyright e gli altri utenti possono riutilizzare l’opera ai sensi dei termini della licenza. Si tenga presente che, nel caso in cui il video fosse già monetizzato, non sarebbe idoneo per una licenza CC BY. La possibilità di contrassegnare video caricati con una licenza Creative Commons è concessa soltanto agli utenti che hanno account con una “buona reputazione” (l’utente non deve avere avvertimenti sul copyright o video che sono stati bloccati a livello mondiale da Identificazione contenuti).

[A cura di Mauro Notarianni]