Home Macity Opinioni G4 e i Megahertz che contano, tra mito e realtà 

G4 e i Megahertz che contano, tra mito e realtà 

Nonstante molti fans non lo vogliano ammettere, Apple ha dei problemi con le prestazioni delle sue macchine.

Se lo ricordate i G4 furono accolti con la nomea di “supercomputer”, una geniale trovata di marketing di Jobs che resuscitava un termine utilizzato nell’ambente governativo USA per i calcolatori capaci di superare un certo numero di istruzioni al secondo, e comunque si trattava davvero di un processore all’avanguardia, anche grazie alla unità  Altivec.

Prima c’erano state le famose pubblicità  del Pentium II tramutato in lumaca e dell’omino di Intel “tostato” dai PowerPC, e dopo ci sono state svariate dimostrazioni comparative tenute dallo stesso Jobs in cui i G4 battevano i Pentium con frequenza superiore in certe operazioni di Photoshop o di encoding video, il tutto per educare il pubblico sul “megahertz myth”.

Da qualche tempo invece non ci sono piu’ dimostrazioni di forza da parte di Apple, che anzi punta, con la campagna “switch”, alla conversione degli utenti PC riferendosi alla semplicita’ di uso.

I motivi di questo combio di rotta sono ormai noti: Motorola, l’unica azienda che può produrre i PowerPc dotati di unità  acceleratrice Altivec, ha da tempo spostato il suo business principale nel mercato embedded e dunque ritarda la introduzione di novità  nel settore desktop, Intel e AMD (grazie alla concorreza reciproca) fanno a gara nello sfornare chip sempre piu’ veloci ed economici, e per finire Apple, con OS X, ha scelto una interfaccia grafica molto innovativa e accattivante ma indubbiamente pesantissima.

E’ vero che Jaguar (la prossima release di OS X) farà  un uso intensivo di Altivec, sfrutterà  a fondo l’accelerazione delle schede video e sarà  compilato usando il nuovissimo GCC 3, capace finalmente di “comprendere” Altivec, ma nella sostanza le cose non sembrano volgere al meglio. Di qui le recenti speculazioni su un prossimo cambio di piattaforma, alimentate anche da una inusuale dichiarazione di Jobs.

Gli utenti Mac, di fronte a questa situazione, reagiscono in maniera differente: in molti negano che esista una reale differenza di prestazioni e anzi sostengono che i PowerPc avrebbero performance migliori, altri dicono che, dati i moderni e velocissimi processori, anche se esiste un gap a favore di AMD/Intel, la cosa è irrilevante nel lavoro quotidiano ed è compensata dalla migliore funzionalità  del MacOS, e altri ancora lamentano la lentezza di X e reclamano a gran voce qualche intervento da parte di Apple.

Iniziamo a sgombrare il campo da possibili fonti di confusione: i PowerPc, alla nascita e fino a qualche anno addietro, godevano di un vantaggio notevole sui processori di pari frequenza usati dai PC, vantaggio principalmente dovuto ad una architettura più moderna, e ancora oggi riescono a tenere botta grazie a questo motivo e ad Altivec (nelle applicazioni che ne fanno uso).

L’ottimo design dei PowerPC si può tuttora riscontrare dal fatto che, pur in presenza di differenze abissali in termini di Mhz, le macchine Apple riescono a confrontarsi con quelle PC.

Certo però non è più possibile sostenere genericamente che i Mac sono più veloci dei PC: può essere vero per qualche specifico software o nella applicazione di un particolare filtro di Photoshop, ma nella generalità  dei casi la realtà  è differente.

Ma come misuriamo la velocità ? Esistono differenti scuole di pensiero: quella che bada alla reale esperienza d’uso e quella che cerca test numerici quanto più possibile oggettivi.

Teniamo comunque ben presente che quello che ci interessa è la misurazione non della velocità  del processore in sè, che ha poco senso, ma quella del sistema nella sua globalità , ed in questo contesto essa è determinata da una combinazione di fattori, e la potenza della CPU è solo uno di questi, che includono dimensione, velocità  e latenza della cache, grandezza, banda passante e latenza della memoria, il tipo di compilatore, il linguaggio di programmazione usato, gli algoritmi usati, la velocità  del disco e dei bus di sistema eccetera eccetera.

E’ anche vero che, come ha dichiarato un ingegnere di Apple a The Register, OS X ha il problema di integrare la parte di codice di BSD (vecchia di 25 anni), con quella di Next (vecchia di 15 anni), ed è una cosa nella quale nessuno vuole mettere le mani a causa della età  del sorgente, e che rallenta notevolmente il sistema.

Vediamo qualche dato ottenuto tramite i benchmark SPEC CPU2000. La suite SPEC (SPEC, Standard Performance Evaluation Corporation) è un gruppo di test sviluppati da un organismo indipendente e non-profit che si prefigge di mantenere un set di benchmark adatti a misurare le prestazioni dei computer moderni. Come dichiarato dalla stessa SPEC, sebbene nessun benchmark possa rappresentare appieno la performance totale di un sistema, il risultato di una varietà  di misurazioni realistiche può comunque rendere l’idea delle performance reali.

Sul sito di SPEC non sono presenti misurazioni relative ai sistemi Apple o ai processori Motorola: Apple è uno dei pochissimi produttori di computer che non pubblica i risultati SPEC dei suoi computer, ma la suite è stata applicata ai G4 da parte di C’T Magazine, un sito tedesco.

Alla luce di quanto abbiamo detto, i risultati non sono sorprendenti ma sono comunque poco confortanti per gli utenti Mac. Potete consulatarli voi stessi qui ma il sunto è che il G4 ad 1 Ghz è per molti versi comparabile ad un PIII della stessa frequenza.

Altri test SPEC piu’ datati, ma che sostanzialmente confermano i risultati, si possono si possono trovare qui su MacSpeed Zone, un sito dedicato al Mac e quindi poco sospetto di “partigianeria”

Preveniamo una possibile obiezione: il compilatore usato è GCC 2.95.2, fornito dalla stessa Apple con i developer tools, e non il recentissimo GCC 3.1 (che dovrebbe migliorare lievemente le prestazioni), che non era disponibile al momento del test, e neppure il Metroworks, che è stato scartato in quanto offriva prestazioni inferiori.

Una altra osservazione è che il codice usato non sfrutta Altivec. Intanto il “velocity engine” aumenta le prestazioni solo in particolari campi d’uso, e comunque, come argutamente suggerisce una sviluppatore, il porting di un programma da Windows a Mac, una situazione comune vista la quota di mercato di Microsoft, nella maggioranza dei casi non potrà  essere particolarmente ottimizzato, e quindi non userà  Altivec.

Ancora, i processori Intal e AMD dispongono di un set di istruzioni SIMD che sono paragonabili ad Altivec, e che quindi potrebbero contribuire a ristabilire le distanze.

Per il partito di coloro che amano i confronti “reali” e ritengono i benchmark una attività  paragonabile all’onanismo, riportiamo un recente articolo di Digital Video Editing , che
pubblica per la seconda volta in poco tempo un test in cui un Mac dual 1Ghz è messo a confronto con alcuni sistemi PC, che stavolta sono un Dell 320 con processore Intel a 2,53Ghz e un dual Athlon 2000+MP.

Il test si svolge tramite un set di operazioni condotte con After Effects 5.5 e Photoshop 7, e vede vincitore quasi sempre il dual Athlon (anche se talvolta il Dell lo supera di poco) e buon ultimo il dual G4, sempre molto staccato.

Naturalmente le macchine G4 sono tranquillamente e con profitto utilizzabili in ambito professionale, ma è abbastanza evidente che uno degli elementi che potrebbero far “switchare” gli utenti PC, e cioè la forza bruta di calcolo, non è spendibile.

Si tratta di un argomento tanto più forte alla luce della recente strategia di Apple, che con le ultime acquisizioni ha incorporato diverse aziende produttrici di software professionale per l’audio e il video, e che necessita quindi di enorme potenza.

Se esiste una possibilità  di cambio di piattaforma, questa non sarà  certamente affrontata nel breve periodo (un anno almeno), quindi i possibili miglioramenti per Apple possono venire solo da Jaguar (ma Quartz Extreme sarà  un acceleratore della interfaccia del sistema operativo) e da qualche consistente speed bump dei G4.

[A cura di Marco Centofanti]

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