Home MacProf Foto Digitale Gli apparecchi digitali cambiano il fotogiornalismo di guerra

Gli apparecchi digitali cambiano il fotogiornalismo di guerra

“Nel 1945 – scrive Prakslash, uno dei contributors di SlashDot – ci sono voluti tre giorni prima che la foto dei marines americani che alzano la bandiera a stelle e strisce su Iwogima venisse pubblicata dai giornali. Nel 2004 c’è voluta circa un’ora prima che le foto clamorose provenienti dalla prigione irachena venissero viste in tutto il mondo”.

La pervasività  delle nuove macchine fotografiche digitali è un fatto che sta alterando, insieme alla facilità  con la quale è possibile collegarsi a Internet anche usando strumenti di fortuna per distribuire conoscenza e informazioni attraverso la rete, il modo in cui le notizie vengono trovate e messe in circolazione.

Da notare anche, sottolinea l’autore del breve articolo disponibile qui, che queste immagini non vengono scattate da fotoreporter di guerra ma da militari o da dipendenti di aziende che lavorano per il governo statunitense in questo caso (come era successo anche nel caso, per esempio, delle immagini che hanno creato un altro shock negli Usa con le file di bare dei militari morti in Irak avvolte nelle bandiere e stoccate nella stiva dei trasporti aerei), creando un modello completamente nuovo di produttori di informazioni alternativo a quelli consolidati delle grandi agenzie di stampa.

Slashdot è una sorta di strumento Open Source per la diffusione della conoscenza (non solo limitata alla tecnologia di per sé, come riporterebbe il motto del sito: News for Nerds. Stuff that matters”) e svolge un ruolo potenzialmente fondamentale nella logica di nuovi sistemi di diffusione delle informazioni alternativi a quelli degli organi di stampa istituzionali.

Da notare, inoltre, che il primo commento all’articolo di Prakslash (come caratteristica di questo sito che mette sullo stesso piano i contributori delle informazioni e i lettori-commentatori) è di Cpt. Kirks che scrive lapidariamente: “Le fotografie digitali posso essere ritoccate molto velocemente, però. Non penso che le immagini che vengono dall’Irak siano ritoccate, ma la facilità  e la potenza di Photoshop è qualcosa che dovremmo tenere a mente…”

Un altro commento di Casedyk, infine, affronta un altro problema specifico della vicenda irachena: “Uhm, la cosa interessante è che le fotografie sono state scattate lo scorso agosto, mentre tre (o cinque?) dei militari coinvolti sono stati messi sotto accusa sulla base dell’Articolo 32 (corte marziale) circa dieci giorni fa. Quindi, sì, c’è voluta solo un’ora perché le foto facessero il giro del mondo. Ma ci sono voluti otto mesi perché arrivassero agli occhi dell’opinione pubblica”.

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