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HP, stop al programma di licenza per iPod

HP abbandona le vendite di iPod. A darne notizia, dopo alcune indiscrezioni pubblicate dal Wall Street Journal, è stata la stessa Apple. “HP ha deciso che rivendere iPod non rientra nella loro strategia per l’intrattenimento digitale. Come conseguenza * ha detto la portavoce Natalie Kerr * sospenderanno il programma di licenza dalla fine di settembre”

Le ragioni della scelta che interessa unicamente il mercato americano visto che altrove l’iPod by HP non era in vendita, non sono note. HP, per ora, ha preferito non commentare, limitandosi a precisare come “HP valuta costantemente la propria strategia nell’ambito del mondo digitale”, ma ci sono pochi dubbi che l’abbandono di iPod abbia a che fare con lo scarso successo dell’iniziativa.

Secondo informazioni recenti le vendite di iPod HP raggiungevano qualche centinaio di migliaia al mese, un ritmo decisamente ridotto se si pensa alla velocità  con cui Cupertino smercia i player. Hanno certamente inciso sulle difficoltà  trovate da HP sia gli stretti vincoli di licenza, che di fatto hanno impedito qualunque personalizzazione dell’iPod da parte di HP i cui player erano del tutto identici a quelli di Apple, sia la scarsa convinzione e la macchinosità  con cui HP ha sostenuto il player.

Dopo un annuncio avvenuto nel primi giorni del 2004, HP ha impiegato mesi a lanciare sul mercato il primo iPod, affacciatosi solo poco prima dell’autunno dello stesso anno. Successivamente, mentre Apple lanciava nuovi iPod a getto continuo, HP lasciava a listino un modello (solo uno, quello della versione con HD) sempre più invecchiato allo stesso costo dei nuovi. Solo ad inizio 2006, contestualmente al subentro di una nuova dirigenza HP è parsa mostrare un po’ più di dinamismo tanto che attualmente l’offerta di “iPod by HP” è di fatto al pari con quella di Apple.

HP aveva anche cercato di dare maggiore corpo all’alleanza studiando qualche soluzione hardware e software a supporto di essa, come ad esempio l’HP Tunes, e uno speciale dock per collegare gli iPod.

Ma nonostante questo molti analisti hanno continuato a dubitare dell’efficacia della strategia. In particolare chi criticava l’accordo sosteneva che esso, alle condizioni in cui era stato messo in pratica, poteva dare benefici solo marginali alle due parti. Se infatti Apple, sulla carta, avrebbe goduto di una maggiore visibilità  anche in canali non normalmente raggiungibili, dall’altra sarebbe stato assai probabile che, data la popolarità  di iPod, chi ne acquistava uno rimarchiato, l’avrebbe comprato comunque anche se fosse stato venduto da Apple direttamente. HP invece, limitandosi a rivendere iPod senza la possibilità  di crearne una sua versione specifica e, soprattutto, senza sostenerlo con convinzione con una specifica integrazione nella sua gamma di prodotti (ad esempio creando computer orientati al supporto di iPod e della musica digitale), avrebbe avuto più costi che benefici. Senza contare il fatto che HP è uno dei principali alleati di Microsoft e che abbracciare un player che è il nemico numero uno per la strategia sulla musica digitale di Microsoft, rappresentava sicuramente un fattore di complicazione per HP, costretta ad andare controcorrente rispetto all’universo in cui si muove dal punto di vista dell’hardware e del sistema operativo.

Di qui, almeno dal punto di vista di HP, la decisione di sospendere le vendite, decisione che, per giunta, giunge in contesto in cui si sta cercando di ridurre le spese con tagli ben più dolorosi di quello che la porterà  alla rinuncia ad iPod.

Abbandonare l’accordo e dare seguito alle nuove strategie non sarà  del tutto indolore per HP. Il CEO Mark Hurd, secondo il Wall Street Journal, ha dovuto impegnarsi a non rilasciare un player proprietario e concorrente di iPod fino all’estate del prossimo anno. Contestualmente appare molto probabile che HP continuerà  ad installare, almeno per ora, iTunes su tutte le macchine vendute.

Da parte sua Apple, pur a fronte di una perdita teorica del 5% delle vendite (a tanto ammonta la percentuale di iPod HP venduti) che potrebbe essere senza troppo sforzo recuperata vendendo i proprio iPod, sarà  ora libera di cercare altre alleanze con altri produttori PC

L’annuncio di ieri, nonostante lo scarso successo del programma ha suscitato qualche ripercussione in borsa portando al ribasso (-2,6%) il titolo AAPL.

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