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ITunes, fioriscono i concorrenti

ITunes Music Store sta creando un vero e proprio codazzo di imitatori con realtà  piccole e grandi che provano a seguire il trend e a lanciare un business credibile per la vendita di musica on line. Non tutti però paiono essere in grado di offrire quello che riesce a dare ai suoi clienti Apple.

Un perfetto esempio del fatto che non sempre è sufficiente mettersi a vedere musica in rete per dire di avere fatto qualche cosa di simile ad iTunes Music Store viene da Buymusic.com, un nuovo sito dedicato alla vendita di canzoni on line.

Il servizio, appena lanciato, si è proposto aggressivamente come il più credibile ed economico concorrente di iTunes Music Store. E per dimostrare questa tesi ha annunciato un catalogo di 3000.000 canzoni e prezzi sensibilmente più bassi di quelli di apple: 70 centesimi di dollaro per canzone e 7,95$ per album completo. Ovviamente il servizio è solo per Windows, come non manca di sottolineare con un po’€™ di sicumera il fondatore BuyMusic, Scott Blum: ‘€œSteve Jobs ‘€“ ha detto Blum alle agenzie di stampa, è sicuramente un visionario, ma si colloca dalla parte sbagliata’€

Quello che però getta su tutta l’€™operazione qualche dubbio è che BuyMusic.com non ha risolto, anzi paradossalmente ha reso ancora più complesso, il ginepraio dei diritti che gode chi ha acquistato una canzone. Se infatti altri venditori di musica on linea, a seconda dei casi, consentono di caricare i brani su un lettore MP3 ma non di masterizzarlo, mentre altri non consentono nessuna di queste due opzioni, ma almeno hanno diritti identici per tutte le canzoni, BuyMusic.com ha va ben oltre. I brani presentano differenti limitazioni l’€™uno dall’€™altro a seconda dell’€™accordo stipulato con le etichette. In generale comunque quasi nessun brano è masterizzabile, altri si possono essere masterizzati un numero limitato di volte, altri possono essere solo caricati su lettori MP3, altri ancora possono essere solo ascoltati via computer. Insomma, un vero e proprio labirinto di diritti.

E’€™ invece noto che Apple ha puntato sulla trasparenza e sull’€™uniformità , negoziando uguali concessioni con tutte le etichette e permettendo la masterizzazione un numero limitato di volte per tutte le playlist e di caricare su un numero illimitato di lettori MP3 le stesse canzoni. Jobs ha più volte sottolineato che la confusione e lo spirito repressivo che regna nel campo della musica digitale, anche se acquistata legalmente, è uno dei fattori che più di altri ne stanno limitando il successo. I buoni risultati di iTunes, che supera questi limiti, pare che stiano dando a ragione al Ceo di Apple. Ora tocca ad altri dimostrare, al di là  dei proclami, che si sta sbagliando.

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