Internet senza fili: negli Usa il Wi-Fi sarà  come la luce, il gas e l’acqua

In un articolo del New York Times, la storia di una piccola cittadina dell’Oregon, Hermiston, dove è stata realizzata una rete senza fili di 600 miglia quadrate. Gratuita. Il futuro sarà per un’Internet per tutti, come l’acqua, la luce e il gas? Di sicuro, da noi in Italia la storia non pare andare in quella direzione…

L’America è cresciuta intorno alla nascita delle sue grandi infrastrutture. Prima la ferrovia trascontinentale, la cui epopea aprì gli spazi del Far West alle civili comunità  dell’Est e soprattutto rivoluzionò l’economia del Paese. Poi il sistema autostradale, il national highway system, nato dopo la Prima guerra mondiale per consentire il rapido scorrimento delle truppe da un Oceano all’altro attraverso il Paese. Un’impresa che ha creato le “città  delle auto” come Los Angeles e che ha rivoluzionato lo stile di vita degli Usa e soprattutto, di nuovo, l’economia americana.

Ancora, l’elettrificazione delle aree rurali, una rivoluzione silenziosa, non ancora raccontata se non in pochi e preziosi libri di sociologi d’avanguardia e cultori di storia sociale, che ha rivoluzionato la vita dei “red necks”, le popolazioni rurali bianche, lo stile di vita di fette ampissime del Paese e – immancabilmente – l’economia del Paese.

Non è un caso dunque, se Al Gore, lo sfortunato oppositore dell’attuale presidente degli Usa George W. Bush Jr., ha cercato in tutti i modi di rivendicare la paternità  del progetto delle “information highways”, le autostrade dell’informazione dell’era clintoniana. Per mostrare così al Paese la sua volontà  di trasformare gli stili di vita e – soprattutto – l’economia. Tema al quale l’elettore americano è molto sensibile.

Ma è il quotidiano della costa Est, il New York Times, a raccontare la storia di Internet senza fili “come una cosa da porcelli” in un succoso articolo pubblicato nell’edizione domenicale.

Hermiston, Umatilla County, alla sommità  dello stato dell’Oregon, al confine con il Canada. Popolazione di 13 mila anime, quasi cinquemila famiglie, una superficie cittadina di 6,5 miglia quadrate (16,7 Kmq), con l’11% delle famiglie sotto la soglia della povertà  e un reddito medio di 17 mila dollari l’anno.

Le occupazioni locali sono l’agricoltura, l’allevamento di mucche e maiali. Ma la notizia è un’altra: mentre i grandi centri urbani degli Usa annaspano cercando di dare un senso all’idea delle reti senza fili – per tutti o solo per alcuni? A pagamento oppure gratis? – Umatilla county e la contigua Morrow county hanno realizzato un network senza fili che copre praticamente senza zone d’ombra 600 miglia quadrate. Una rete enorme, gratuita, che consente ad esempio al cronista di scaricare posta elettronica e video dal suo portatile mentre viaggia in automobile in mezzo ai boschi, a 70 miglia l’ora (circa 112 Km/h).

Larga banda senza fili per tutti, la vera infrastruttura realizzata senza dover ricorrere ai satelliti o senza investimenti nelle centrali telefoniche per convertire i doppini telefonici in sistemi compatibili con l’Adsl (in Italia questo è stato valutato come troppo costoso per le zone montane, circa l’80% degli ottomila comuni del nostro Paese).

Stimolo all’investimento delle comunità  locali è stata la presenza di un deposito militare di armi chimiche, con tutti i rischi e le necessarie cautele e monitoraggi del caso. Per massimizzare il controllo, anziché far affidamento solo sulle radio, si è pensato di ricorrere a un network Wi-Fi molto esteso. Poi le cose si sono espanse, come scrive il giornalista del New York Times Nicholas D. Kristof.

Kim Puzey, direttore generale del Porto di Umatilla sul fiume Columbia: "Ci piacerebbe che la gente dicesse 'Se lo possono fare loro nelle zone più remote ed isolate e poco popolate, lo stesso modello potrebbe essere applicato anche in aree più complesse'.

Il signor Puzey, che ritiene che il sistema a larga banda senza fili sia fondamentale per le operazioni del porto, argomenta in maniera persuasiva che la larga banda non sia altro che il prossimo passo nell'espansione delle infrastrutture nazionali, comparabile con la ferrovia intercontinentale, il sistema nazionale delle autostrade e l'elettrificazione delle aree rurali.

Per questo motivo abbiamo bisogno di immaginare l'accesso ad Internet proprio come un'altra utility, come l'elettricità  o l'acqua. Spesso la via migliore per fornire la connessione è di spalmare su di una regione una copertura Wi-Fi per creare reti di computer senza fili, piuttosto che Dsl, cavi o fibre ottiche da portare a ciascuna casa.

Quindi, se il primo passo è stato quello di portare i cavi nelle case di tutti gli americani, il prossimo è di toglierli.

La tecnologia senza fili, basata sullo standard commerciale 802.11, è stata realizzata da Fred Ziari, immigrato iraniano che ha proprio a Herniston (e a Portland) la sua società  High-Tech. Nel prossimo futuro l’amministrazione delle aree coinvolte ha intenzione di passare a un sistema WiMax, che consente maggior copertura e maggiori velocità .

L’esempio delle piccole comunità  dell’Oregon è considerato negli Usa una best practice, un modello da seguire anche in altre comunità . Proprio come sta succedendo in Italia, o no? Da più parti si propone che venga creata una infrastruttura tecnologica comune che permetta di garantire l’accesso nella quasi totalità  del territorio, lasciando agli attuali Internet Provider la possibilità  di competere sui servizi di accesso e non sulla sua disponibilità  oppure no. In molte zone non vi è infatti alcuna possibilità  di larga banda, mentre altre (soprattutto le grandi città ) vedono una sovrapposizione di offerta che – singolarmente – risulta tuttavia essere una tra le più care d’Europa…