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La musica online e prezzo dei CD ridotto: quali gli effetti?

Sul numero del 22 settembre di Newsweek, in arrivo nelle edicole in queste ore, saranno pubblicati i risultati di un interessante sondaggio sulla musica online.

I mille maggiorenni (statunitensi) sondati dalla Princeton Survey Research Associates per il popolare settimanale hanno risposto a domande sulle loro consuetudini d’acquisto (o reperimento gratuito, diciamo così) della musica su Internet.

Se le case discografiche riducessero di un terzo i prezzi dei CD, ben il 48% degli intervistati preferirebbe comperare CD piuttosto che scaricare musica dal web (non è precisato se a pagamento o no).

Tra chi ha modo di accedere al web, un quarto del totale è favorevole all’acquisto di MP3 (o formato equivalente) se il prezzo per canzone equivalesse a circa 1 dollaro (caso vuole che sia l’esatta cifra del prezzo della maggioranza dei brani venduti su iTunes Music Store di Apple); solo il 10% non avrebbe intenzione di pagare.

Grazie alle recenti misure di repressione che hanno fatto tanto scalpore, chi prima aveva scaricato dal web musica senza pagarla regolarmente, ora sarebbe disposto a smettere questa pratica, nel 54% dei casi, il restante 42% non è affatto preoccupato e continuerà  a farlo anche in futuro.

Il 52% degli intervistati considera il download senza pagare un furto, il 34% crede che non sia una sottrazione al guadagno altrui.

Ben il 62% (che sale al 70% prima dei 40 anni di età , per scendere al 57% dopo i 40 anni) ritiene che le case discografiche abbiano imposto prezzi esagerati per la loro musica su CD.

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