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Le mani di Apple su Worker Bee

Apple ha individuato la vera identità  di Worker Bee il dipendente che poco prima del MacWorld Expo rivelò l’esistenza del Cubo. Lo ha annunciato nella notte la stessa società  ad alcuni organi di stampa, tra cui C/Net senza però rendere pubblico il nome e il cognome del sospetto. Gli unici dati noti sono quelli della residenza che indicano nella contea di Santa Clara (ove ha sede anche la stessa Apple) il luogo dove si trova la sua abitazione. Non si ha neppure idea se Worker Bee continui ancora a lavorare all’interno della società  o se si sia (o sia stato) licenziato.

Apple, si legge in alcune dichiarazioni, sarebbe arrivata all’identificazione di Worker Bee attraverso le informazioni raccolte da un’ingiunzione giudiziaria nei confronti di Yahoo. Il sito controlla, infatti, GeoCities su cui WorkerBee aveva pubblicato informazioni e immagini di alcuni dei prodotti in rilascio al MacWorld. Apple aveva richiesto attraverso un giudice tutti i dati necessari ad identificare l’autore dei post, dati che, evidentemente, sono stati utili a questa bisogna.

Nei prossimi giorni o già  dalle prossime ore potrebbero essere resi noti altri dettagli a proposito di questa vicenda. Apple, infatti, crede che Worker Bee possa avere anche avuto dei complici, volontari o meno, nel suo operato. Nella causa venivano indicati fino a 24 possibili sospetti.

Se trovato colpevole Worker Bee e i suoi eventuali complici potrebbero essere costretti a risarcire Apple che certamente sosterrà  di avere avuto danni per milioni di dollari dalla illecita rivelazione di segreti.

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