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Home Macity Voci dalla Rete Macworld, stop ai siti dediti alle indiscrezioni?

Macworld, stop ai siti dediti alle indiscrezioni?

Apple avrebbe deciso di tagliare gli accrediti stampa al Macworld Expo, chiedendo a IDG, che organizza la fiera, di non ammettere con le credenziali giornalistiche i siti che si occupano di indiscrezioni.

La notizia si è diffusa nelle scorse ore sulla scorta di denunce in questo senso di alcune pagine Web americane.

Secondo quanto riportato dagli stessi autori dei siti e confermato anche da diverse testate di prestigio, come eWeek e Wired, l’ufficio stampa di IDG avrebbe comunicato la non disponibilità  (o in alcuni casi la revoca) a concessione del badge che permette di visitare gli stand ma soprattutto di accedere alla sala stampa a testate che si occupano esclusivamente di indiscrezioni.

Secondo quanto affermato da Wired sarebbe questo l’ultimo capitolo di una vicenda ricca di contrasti e persino, in qualche caso, di documenti legali iniziata ormai molto tempo fa e che ha opposto Cupertino a siti che solitamente si occupano di solleticare le papille gustative dei propri lettori con rumors, veri o falsi che siano.

Già  nel corso dell’ultimo Macworld Expo di gennaio a San Francisco, dice sempre Wired, c’erano stati problemi per i giornalisti di alcuni siti, poi riammessi dopo la promessa di “fare i bravi”.

La serie di articoli comparsi in queste ore hanno ricevuto una replica non da Apple, che sostiene di essere estranea a questa “stretta”, ma da IDG.
Secondo quanto si apprende la società  che cura l’organizzazione del Macworld ribadisce che il discrimine non è il contenuto dei siti esclusi ma la loro organizzazione e che intorno all’argomento è stata fatta molta disinformazione.

Le credenziali, dice una portavoce, vengono concesse a realtà  commerciali e questo significa che, giornali o siti che siano, devono avere uno staff pagato, sostenersi con la pubblicità  o con gli abbonamenti, produrre contenuti originali e non violare le leggi che regolano il copyright. IDG ammette che alcuni siti sono stati esclusi dalle credenziali media, ma aggiunge che i motivi, oltre che legati al controllo della qualità  dei siti ammessi, sono legati anche a motivi di sicurezza.

“L’intero caso è stato oggetto di fraintendimento – dicono alla IDG – non abbiamo alcun interesse a generare pubblicità  negativa o andare allo sconto con chicchessia, ma é negli interessi dei nostri espositvo che siano concessi gli accrediti giornalistici solo alle persone giuste”

IDG sottolinea che, in ogni caso, gli accrediti stampa gli stessi dello scorso anno e che il numero dei giornalisti che hanno ricevuto un rifiuto all’accredito stampa sono meno di una trentina, meno del 3% del numero totale delle richieste.

Affermazioni che parrebbe supportata dall’esclusione di qualche sito che sicuramente non può essere classificato come “dedito alle indiscrezioni”, ma semplicemente come un sito amatoriale e realizzato con modalità  hobbistiche

Se effettivamente le cose stessero in questo modo la decisione di IDG sarebbe comprensibile.
In passato, come possono testimoniare anche i giornalisti di Macity che ormai da anni frequentano sia l’Expo di New York che quello di San Francisco, la concessione di credenziali giornalistiche appariva un po’ troppo “allegra” e superficiale.
Il risultato era una sala stampa in cui era necessario presidiare le macchine della press room per non farsele scippare da adolescenti all’arrembaggio, anzianotti visitatori a caccia di gadget e CD contenuti nei kit per la stampa e signore mature e un po’ sovrappeso responsabili di improbabili siti dagli altrettanto improbabili nomi, con URL talmente lunghi da risultare quasi finti.
Il tutto si è spesso tradotto nel rischio di uno scadimento della qualità  del lavoro di chi, realmente, è sul posto per informare e che invece, costretto a condividere gli stessi spazi con chi è, in qualche caso, lì per giocare o ben che vada per “scroccare” un ingresso, non ha spazio e tranquillità  sufficienti per compiere il suo dovere.

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