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Più NeXT che MacOs

La beta pubblica di MacOs X sarà  stabile, piuttosto completa e vicina al prodotto finito, ma mancheranno alcune parti essenziali e il supporto di numerose funzionalità  di uso comune nella “vita informatica” dell’utente Apple.
L’ammonimento giunge da un articolo molto approfondito pubblicato nella notte da ZDNet che fa un esame (evidentemente attuato sul campo) della beta che sarà  presentata al prossimo Expo.
In particolare a dare problemi sarebbero alcuni dispositivi che operano sulla rete, le periferiche USB e Firewire e il sistema di comunicazione senza fili Airport. Per la piena funzionalità  sarà  quindi necessario attendere il rilascio della versione definitiva o di una prossima beta.
Secondo ZDNet altre difficoltà  si presenterebbero a coloro che vogliono fare un uso intensivo dell’ambiente “classico” che in MacOs X, come accennato, funziona in emulazione. Il lancio di MacOs 9 all’interno di MacOs X, sostiene un articolo, impiega “diversi minuti” rallentando il lavoro. Per questo il sistema operativo offre l’opportunità  di aprire l’ambiente classico allo start-up del sistema. A quel punto esso risiede in backgrund pronto all’uso quando viene richiamato, ma in questo caso esso occupa anche una larga parte di memoria e occasionalmente provoca problemi di stabilità . La maggior parte dei programmi gira senza grossi problemi nell’ambiente classico e per alcune di queste (tra cui le maggiori come Photoshop, Flash e Word, vengono lanciate e operano a velocità  non differenti da quelle cui siamo abituati. Altre, invece, sono più lente a punto da non essere conveniente il loro utilizzo nel lavoro di tutti i giorni.
Un altro dettaglio poco noto fino ad oggi è la mancanza di supporto per schede di accelerazione di terze parti. Le uniche in grado di far girare la beta saranno le ATI o le vecchie iXMicro. Difficoltà  ci sarebbero nell’uso di altri dispositivi come iSub, riproduttori MP3 e dischi esterni FireWire quando questi vengono usati per il boot. La beta, infatti, riconosce dischi esterni IEEE 1394 solo come dispositivi di archiviazione.
Viene invece confermato, per fare cenno agli aspetti positivi, che l’installazione è un processo semplice che occupa non più di una decina di minuti di tempo e può essere effettuato sia su un nuovo disco o partizione sia su un disco dove è già  peresente MacOs 9 senza sostituirlo.
L’interfaccia, come accennato da Jobs, presenterà  la ormai famigliare “Aqua” ma anche una versione “Grafite” semplificata e meno “rutilante” di quella che venne annunciata a San Francisco.
Il nuovo mondo in cui ci si troverà  ad operare, ammonisce ZDNet, sarà  ancora molto simile a quello di NeXT: ad esempio viene richiesto il log ad ogni start-up del sistema, alcune delle applicazioni sono quelle del sistema operativo della vecchia società  di Jobs. Perfino il famigliare “orologino” che gira, famigliare per tutti gli utenti Mac, è stato sostituito da un disco con i colori dell’iride, in uso sui sistemi NeXT.

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