HomeMacityHardware AppleQuerele Microsoft: gaffe degli studi legali

Querele Microsoft: gaffe degli studi legali

Molti avvocati sono infatti tanto esperti nel “mungere” le società  colpevoli di qualche sgarbo nei confronti degli utenti quando poco esperti nel settore informatico così che le gaffes al proposito cominciano ad essere davvero molte. Ad esempio Kause & Kalfayan di San Diego nel suo documento legale con cui cita a giudizio Microsoft lascia intendere che la società  avrebbe operato così da impedire “ad altri produttori di sistemi operativi di ottenere le stesse forniture di ingredienti per la produzione di farmaceutici”. Un errore grossolano che lo studio legale giustifica con una fusione di due diverse pratiche”. Molti avvocati, nota il Washington Post che pubblica al proposito un interessante articolo, trovano il caso Microsoft tanto interessante quanto confuso e troppo diverso da quelli in cui, trattando di argomenti più comuni, hanno conseguito importanti (e remunerative) vittorie. Shelby & Cartee, di Birmingham, ad esempio, specialista in cause contro società  che hanno fatto uso d’amianto, afferma che Microsoft è basata in Texas e di rappresentare clienti che hanno acquistato sistemi operativi da “MacIntosh Computer”. Più avanti nel documento si menziona una possibile querela da tutti quegli utenti (cioé nessuno) che hanno acquistato Windows 2000. “Abbiamo fatto tutto molto in fretta”, ha detto David Shelby, uno dei responsabili dello studio legale. Neppure Waite, Schneider, Bayless & Chesley, uno dei primi e più prestigiosi studi legali a querelare Microsoft, sfugge alle imprecisioni affermando che la società  di Redmond avrebbe impedito lo sviluppo di Netscape per Windows 95 che invece è stato regolarmente rilasciato. “Microsoft ha effettivamente impedito, anche se solo per un certo periodo di tempo, il rilascio di Nestcape per Windows 95, solo che l’impedimento non è durato per sempre”, dicono allo studio legale. Confusione, imprecisioni e incompetenza che, almeno per quanto riguarda le cause degli studi legali privati, danno un vantaggio a Microsoft che già  denuncia gli errori come segnale della confusione mentale degli avvocati. “Sembra che questi casi siano stati scritti sotto l’influenza di qualche psicofarmaco. Gli unici a beneficiarne saranno solo gli studi legali”.

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