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Serve un server? Forse no

Forse a Redmond hanno voluto seguire un’improvvisata regola di marketing: se il prodotto tarda ad arrivare sul mercato, meglio cambiargli nome. Così per i consumatori sembrerà  nuovo.

Potrebbe essere questa, infatti, la spiegazione del quarto cambio di nome del sistema operativo destinato al mercato server annunciato da Microsoft tre anni fa e ancora lontano dagli scaffali dei negozi specializzati.
Doveva chiamarsi Whistler, poi Windows Server 2002, poi DotNet Server, adesso pare che si chiamerà  Windows Server 2003 Web Edition (nella versione base), anche se negli ambienti Linux viene chiamato Ms DotVaporware Server, il software-fuffa che non c’è.

I motivi del ritardo del successore di Windows 2000 Server sono stati i più vari: prima il riallineamento con la strategia DotNet basata sui Web Services, poi l’attesa per la certificazione di sicurezza (assegnata per la prima volta pochi mesi fa) alla versione del 2002 – e a quel punto pareva brutto ritirarla subito dal mercato. Infine, pare, problemi di affidabilità  del software.

Verrà  probabilmente venduto con il bollino “DotNet Connected”, anche se la notizia – che proviene dagli stessi dirigenti di Microsoft – non è stata ancora confermata. Come sottolineano i giornalisti americani, il nome di un prodotto Microsoft non è mai certo fino a che non viene venduto. In questo caso, il problema è anche quando verrà  venduto.

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