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Seybold, dalla stampa ad Internet

I tempi cambiano. Fino a qualche tempo fa il Seybold nelle sue due edizioni, una sulla costa occidentale e una sulla costa orientale degli USA, era di fatto la principale rassegna mondiale dell’editoria tradizionale e come tale presentava novità  e anticipazioni su tutto quanto riguardava la pubblicazione su carta: impaginazione, fotoritocco, pre-press. Oggi, però, la leadership della carta come media privilegiato per la comunicazione vacilla sempre più, ad insidiare il suo trono c’è infatti Internet con le sue capacità  multimediali, la sua immediatezza e la sua economicità  di diffusione e pubblicazione e il Seybold registra puntualmente questa mutazione del clima e va lentamente, ma forse anche inarrestabilmente, trasformandosi in una rassegna sempre più focalizzata su Internet. Un processo che, iniziato nel 1996, potrebbe essere sancito come irreversibile dall’edizione 2000 di San Francisco che si aprirà  il prossimo lunedì. Che il Seybold seppellirà , quindi, la carta ed eleverà  agli altari il Web è nelle convinzioni di molti analisti, ma non è un’opinione condivisa da Gene Gable, il General Manager dell’evento.
“Non è così. Semplicemente la fase finale dell’editoria sta andando verso la digitalizzazione del processo e questo avviene sia con nuove tecnologie che con nuovi media. Questo – dichiara ad alcuni siti Web americani Gable – viene registrato dal Seybold che ha il compito di anticipare e predire i trend industriali”. Insomma, fa sapere Gable, non è vero che la stampa tradizionale viene marginalizzata dal Seybold, è però vero che la rassegna prende atto che nel mondo è in corso una rivoluzione digitale che modificherà  in maniera sostanziale il panorama dell’editoria pur senza ostracizzare chi opera nel settore della stampa vera e propria.
L’opinione però non pare essere condivisa da alcuni dei grandi protagonisti del settore della stampa. La focalizzazione su Internet e la convinzione espressa pubblicamente nel corso di passate edizioni da conferenzieri ufficiali secondo i quali la stampa sarebbe ormai una sorta di relitto preistorico, ha irritato tanto Agfa e e Heidelberg da indurli a rinunciare alla rassegna.
Ma questi incidenti di percorso non paiono preoccupare gli organizzatori. La rassegna di quest’anno sarà  la maggiore di tutti i tempi con 350 espositori e 40.000 visitatori previsti.
Una delle tematiche dominanti dovrebbe essere il cosiddetto “e-commerce for print”, in pratica la possibilità  di stampare in remoto su impianti “affittati” da società  specializzate e che dispongono di grandi reti di macchine adibite a questo uso senza costringere all’acquisto di dispositivi costosi che non vengono utilizzati in maniera intensiva.
Un altro degli argomenti caldi sarà  senza dubbio l’e-book, il libro elettronico intorno al quale sta montando un grande interesse. Nel corso della rassegna sia Microsoft che Adobe presenteranno proprie soluzioni a proposito.
Il maggiore evento di interesse generale, almeno per noi utenti Mac, sarà  però il keynote di Steve Jobs. Come abbiamo già  detto ieri in un nostro articolo è molto probabile che dal discorso del CEO di Apple non giungerà  alcuna novità  di enorme rilievo. Nonostante questo non si possono escludere annunci di partnership importanti su MacOs X ed è quasi certa la dimostrazione di nuovi prodotti da parte di Adobe, Macromedia e XPress. Anche Gable è convinto che ci possa essere qualche novità  dal discorso di Jobs: “Non posso pensare che salga sul palco senza avere qualche cosa di nuovo da dire”, ha dichiarato il General Manager del Seybold a MacWeek.

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