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Ultimo respiro per Napster?

Oggi potrebbe essere l’ultimo giorno di vita di Napster. Marylin Hall Patel, un giudice di San Francisco ha infatti accolto le richieste della RIAA, la potente associazione dei discografici americani, per la chiusura dei servizi del servizio che consente lo scambio di files MP3 su Internet. Entro la mezzanotte di oggi (ora americana), così, Napster dovrà  spegnere i suoi server.
“Napster – ha detto il giudice Hall Patell – ha creato un mostro. Loro hanno scritto il software e loro dovranno fare delle aggiunte che impediscano la copia e la distribuzione di materiale coperto da diritti d’autore”. Il giudice ha così raccolto e abbracciato la tesi della RIAA secondo cui Napster viene utilizzato prevalentemente per distribuire canzoni copiate illegalmente.
Napster ha compilato una mozione d’urgenza chiedendo che il provvedimento venga revocato “in caso contrario licenzieremo nel breve volgere di qualche giorno 40 dipendenti e 20 milioni di utenti resteranno senza servizio”. Al momento però è molto difficile pensare che la tesi verrà  accolta, così Napster resterà  chiuso fino a quando non verrà  pronunciato il giudizio finale nel processo o fino a quando, come accaduto con altri siti, non riuscirà  a trovare un accordo con la RIAA.
Intanto i fans di Napster hanno già  deciso una mobilitazione che spazia dalle semplici proteste ad azioni più concrete e meno legali come ad esempio l’hacking dei siti della RIAA. Nella giornata di ieri, appena si è diffusa la notizia, anche Napster ha avuto molti problemi. Gli iscritti al servizio si sono infatti precipitati a scaricare quante più canzoni possibile.

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