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Una delusione chiamata Nokia 5800

Probabilmente è colpa del fuso orario (viaggiare verso Est è sempre più duro), della stanchezza accumulata in aereo, del caos negli aeroporti e sulle tangenziali londinesi. Però la volata a Londra dalla West Coast americana solo per vedere il famigerato Tube, ovverosia il Nokia 5800 “Touch Screen”, l’arma finale contro l’iPhone di Apple (tanto per cambiare), appare più come una perdita di tempo colossale.

Una perdita di tempo non perché l’XpressMusic Handset non sia l’apparecchio per la musica che per la prima volta ha portato Nokia a inserire – miracolo miracolo – una periferica di input con schermo a contatto avvitato sopra il buon vecchio Symbian S60 (che già  faticava con la normale tastiera). Ma perché la brutta copia dell’iPhone fa impallidire quelli che ritenevano che Android fosse una mezza fregatura nella prima scarsa incarnazione prodotta da Htc.

Certo, in rete di sono abbondanti “teste da coltivatori” che sono in realtà  più adatte a manipolare la zappa che non ad appestare la rete con i loro vaniloqui su tutto quanto non sia sufficientemente anti-Apple per loro. Ecco, ragazzi: una cattiva notizia proprio per voi. Il nuovo Nokia, l’ammazzaiphone numero 42, è una ciofeca. Non ammazza neanche un Blackberry Pearl 8100 con tastierino spastico, figuriamoci il telefono di Apple. Con buona pace di tutto il vostro lepido senso delle frescacce, oltre che la crassa incompetenza da commentatori casuali del “signora mia non ci sono più le mezze stagioni”.

La spiegazione c’è e, nonostante il nervosismo del cronista che ha traversato un continente e poi un oceano in pratica a vuoto, si può fare uno sforzo per offrirla anche alle menti meno illuminate. Il Nokia Tube è una ciofeca perché, a parte le forme che sono in maniera imbarazzante la copia fatta da un bambino poco dotato per il disegno dell’iPhone, si tratta di un esercizio di precario stile. Il prezzo negli Usa è di 407 dollari. 

Può gestire 60 lingue e coprire il 90% degli abitanti del pianeta Terra. Fargli sentire la musica con una interfaccia che fa sembrare WinAmp la novità  del momento e un campione di freschezza, gestire i download di un catalogo imbarazzantemente vuoto di case discografiche che si sono fatte circuire dal servizio Comes With Music di Nokia, fargli scrutare le pagine web e le foto e le email in un imbarazzante schermo dotato di interfaccia claudicante, incongura come metafore e non funzionale come sistema touch di manipolazione (guarda caso il telefono è “touch” e non “multi-touch”, cioè niente magie a due o più dita: tutto con il buon vecchio sistema del pennino, novità  targata 1967). Il punto è che il telefono che Nokia lancia è, tra i molto davvero belli, uno dei suoi più sfigati. E chi se lo compra (e chi lo vedrà  usare “l’ambito apparecchio”, compresi i giornalisti che ne riceveranno in omaggio a carriolate dopo essere andati in trasferta a pagamento ad assistere alla presentazione) saprà  perfettamente di essere uno sfigato.

Perché basta tenere in mano per 20 secondi il famigerato, ultimo e totale “ammazza iPhone” del momento per capire che sotto il vestito milionario del marketing di Nokia purtroppo non c’è niente: non c’è un progetto valido, non c’è un apparecchio innovativo, non c’è una interfaccia che valga la pena. C’è desiderio di inseguire, c’è tentativo di stirare il buon S60 al di sopra delle sue umane capacità . Scusate lo sfogo, forse sarà  colpa del fuso orario, ma il fatto è che così l’industria delle telecomunicazioni non rende un servizio agli utenti, non aiuta il progresso, non migliora la qualità . Il Nokia 5800 è un telefono che fa fare un passo indietro e non in avanti alla società . E come tale andrebbe ferocemente stigmatizzato. Vedremo se Hansi Vanjoki tra un mese saprà  svelarci un alto di gamma della serie N dei telefoni di Nokia (quella “di prestigio”) che ne valga la pena.

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