Visor, amici-nemici di Palm

Non è facile per nessuno competere con un concorrente che ti fornisce il princpale strumento per concorrere con lui. La scomoda situazione viene vissuta nel mondo informatico da Handspring che per il suo Visor acquista l'Os di Palm su cui si basa il concorrente diretto di Visor, Pilot. Una situazione che non entusiasma neppure i fondatori di Handspring, Donna Dubinsky, Jeff Hawkins ed Ed Colligan che però ammettono che al momento non c'è di meglio sul mercato. "Abbiamo pensato anche ad altri sistemi operativi, ma guardandoci in giro abbiamo capito che la scelta più giusta era questa". D'altra parte il terzetto conosceva molto bene PalmOs che ha contribuito a costruire dalle fondamenta visto che proprio Dubinsky, Hawkins e Colligan hanno lanciato l'avventura di Pilot fondando, prima di Handspring, la stessa Palm. Sulla scelta, si legge in un articolo di ZDNet, non è stata ininfluente una considerazione importante, quella del supporto degli sviluppatori. Al momento sono circa 30.000 quelli al lavoro su PalmOs, a sufficienza per fornire certezze sul futuro della piattaforma. Ma per sopravvivere Handspring ha anche bisogno di differenziarsi, quali dunque le scelte per oggi e per il futuro?

La prima e più ovvia delle mosse è stata un prezzo più basso: 149$, sensibilmente di meno di quelli di un Palm. Poi l’espandibilità  del palmare, grazie ad una porta denominata Springboard che consente di connettere ogni tipo di dipositivo ad HandSpring da una macchina fotografica digitale ad un GPS; questi accessori dovrebbero che funzionare senza alcun driver e con la modalità  plug and play. La Springboard, nelle intenzioni dei manager di Handspring, è il vero punto di forza del clone di Pilot. Il fattore che aggiungendo flessibilità  e interoperabilità , senza rinunciare alla compatibilità  con il software già  disponibile sul mercato, spinge a scegliere la copia invece dell’originale.
Ma in molti cominciano a dubitare che Handsping possa realmente competere con Palm. In un segmento dove il “fai una cosa e falla bene”, è una caratteristica fondamentale l’idea di un palmare con diverse opzioni non sembra essere molto gradita. In più sono già  cominciate a comparire molte critiche sul clone di Pilot per l’incapacità  di fare fronte alle richieste del mercato e di soddisfare gli ordini tanto che in molti sospettano che le vendite siano ben distanti da quelle previste al momento del lancio.
Accuse che hanno un fondamento, ammettono alla Handspring, in particolare quelle sulla difficoltà  a soddisfare il mercato. “Sapevamo che potevamo incontrare ostacoli – dichiara ad ZDNet Ed Coligan, che cura il marketing della società  -; non eravamo pronti al 100% ma abbiamo deciso di esporci ugualmente per raccogliere il supporto degli sviluppatori per la porta Springboard. Ma ora, grazie al sito Web, siamo in grado di soddisfare gli ordini in una settimana e in futuro avremo anche maggior supporto dai rivenditori al dettaglio”.
Resta il problema dell’Os. Handspring potrà  trovare una sua identità  e una sua nicchia di mercato dipendendo interamente dalla qualità  del sistema operativo del suo maggior concorrente? “Se Palm decidesse di diventare una società  che produce solo sistemi operativi – ha detto ancora Coligan – il nostro futuro sarebbe luminoso”. Ma se così non fosse, lascia intendere, il responsabile di Handpring “Siamo in un momento dell’evoluzione di questo mercato in cui possiamo decidere di fare qualunque cosa” tra cui anche produrre un Os proprietario.