Centinaia di accademici, ricercatori, esperti di politica economica e del Lavoro affermano in una lettera aperta che le istituzioni “devono agire ora” per affrontare il modo in cui l’intelligenza artificiale potrebbe trasformare l’economia e lasciare molte persone senza lavoro. La dichiarazione, rilasciata lunedì, è stata firmata da importanti economisti, insieme a informatici e aalcuni dirigenti di aziende tecnologiche tra cui Anthropic, Google e OpenAI.
Una trasformazione più rapida della Rivoluzione Industriale
“L’IA potrebbe diventare radicalmente più potente nei prossimi 10 anni”, si legge nella lettera coordinata dal Digital Economy Lab della Stanford University. “Questo potrebbe innescare una trasformazione del tutto inedita della nostra economia, più grande della Rivoluzione Industriale, ma destinata a compiersi in un arco di tempo decisamente più breve. Potrebbe comportare dei rischi, tra cui la perdita di posti di lavoro su larga scala, ma anche opportunità come importanti miglioramenti dello stile di vita.”
La ricetta degli esperti: regole, incentivi e scelte democratiche
La lettera, riferisce Associated Press, si compone di appena quattro frasi, affermando che i leader politici, aziendali e Istituzionali e della Società Civile devono “costruire gli incentivi, i paletti e le istituzioni necessari per indirizzare l’IA in una direzione che integri l’operato umano e porti benefici alla società”. Il laboratorio di Stanford riferisce che la lettera è stata finora firmata da oltre 200 economisti e ricercatori di IA, inclusi 16 vincitori di un Premio Nobel.
“Serve un piano preciso, bisogna compiere scelte collettive e democratiche e non lasciare che le forze del mercato facciano il loro corso, rischiando di lasciare indietro la maggior parte dei cittadini”, afferma Yoshua Bengio, informatico, pioniere dell’IA e tra i firmatari della lettera, sottolineando che “è altamente plausibile che l’IA trasformerà radicalmente le nostre economie.”
Un’alleanza senza precedenti tra premi Nobel e colossi tech
Tra gli altri gli altri firmatari figurano l’ex CEO di Google Eric Schmidt, il cofondatore di LinkedIn Reid Hoffman e i premi Nobel Joseph Stiglitz, Daron Acemoglu e Simon Johnson.
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