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AMD: Intel infrange le leggi antitrust

Intel per dominare il mercato dei PC usa pratiche illegali e contrarie alle norme antitrust. Questa la pesante accusa contenuta negli incartamenti che AMD ha presentato ieri alla corte distrettuale del Delaware e che le sono serviti per querelare la concorrente per abuso di posizione dominante sul mercato.

La svolta che porta sul piano della battaglia legale la rivalità  tra i due principali produttori mondiali di processori per PC, non si può dire che giunga del tutto inattesa. Da anni i rapporti tra AMD e Intel erano tesi, spesso addirittura astiosi, con varie incursioni nei tribunali. Accuse dirette, soprattutto da parte della più piccola delle concorrenti, in cui si faceva cenno ad un presunto gioco sporco non sono mancate anche nei mesi scorsi. A far scoccare la scintilla che però innalza decisamente il tono della contesa è stato il rapporto della commissione giapponese per il commercio che contiene, secondo AMD, le prove di quello che la società  di Sunnyvale sospetta da sempre, ovvero che Intel utilizzi il suo peso nel campo dei processori per escludere la concorrenza.

In particolare la JFTC (Japan Fair Trade Commission) avrebbe stabilito che nel corso degli anni passati Intel ha offerto sconti ai produttori locali perché questi usassero solo processori Intel. In seguito a questa mossa la percentuale d’€™utilizzo dei Pentium in Giappone è passata dal 76 all’€™82%.

Ma il Giappone sarebbe stato solo uno dei terreni di sconto. Il documento cita molti altri casi in cui Intel avrebbe minacciato i suoi partner di ritorsioni se avessero utilizzato processori AMD.

Tra i casi più eclatanti quello in cui è stata coinvolta HP che avrebbe preteso da AMD il pagamento di 25 milioni di dollari per l’€™uso dei suoi processori. L’€™originale richiesta di essere pagati invece che pagare per una fornitura, sarebbe stata la conseguenza della prevedibile e furente reazione che Intel avrebbe avuto una volta appreso dell’€™utilizzo di processori della concorrente. In effetti una volta scoperto dell’€™accordo Intel avrebbe operato perché il contratto andasse a monte e HP, che aveva poi ottenuto invece che il pagamento, un milione di chip gratuiti, avrebbe finito per usare poco più del 10% delle componenti a cui aveva diritto.

Un altro caso avrebbe coinvolto Gateway che, pur avendo un accordo per la fornitura di processori chiuse il contratto perché Intel avrebbe offerto al barcollante (dal punto di vista economico) assemblatore di PC texano una ingente somma di denaro se avesse deciso di usare nella maggior parte dei suoi prodotti processori Pentium.

Compaq, accusa poi AMD, quando era ancora una società  indipendente da HP smise di usare processori Athlon perché Intel sospese, come ritorsione, la fornitura di chip per i server.

Acer venne minacciata di ‘€œpesanti conseguenze’€ se avesse supportato il lancio degli Athlon64 mentre una società  californiana, specializzata in server di fascia alta, ha realizzato una linea basata su processori AMD ma quasi in segreto, affidando la costruzione ad un team che si trova al di fuori del suo stabilimento principale.

Persino la potente IBM sarebbe dovuta scendere a patti con Intel, rimuovendo alcune macchine basate su AMD dai suoi stand durante una fiera su pressione della società  di Santa Clara.

Intel avrebbe avuto la mano pesante anche in Europa. MediMarkt (che in Italia controlla il marchio MediaWorld) e che è il più grande retailer del vecchio continente non ha alcun prodotto basato su AMD. Fujtsu Siemens, il principale partner di AMD in Europa, avrebbe ottenuto uno sconto speciale sui processori Celeron se avesse nascosto i prodotti con processori Athlon sul suo sito ed eliminato ongi riferimento ai processori di Santa Clara dal suo marketing. La joint venture nippo-tedesca avrebbe anche eliminato da alcuni mercati i prodotti AMD così che ora la percentuale di computer basati su Athlon per la prima volta da quattro anni è scesa sotto il 30%.

AMD ha spera che il processo sarà  istruito in tempi brevi e si possa arrivare in aula entro la fine del 2006, da parte sua Intel ha respinto le accuse sostenendo che AMD ‘€œcerca di vincere in tribunale una corsa che si fa sul mercato’€.

Per dimostrare la colpevolezza di Intel, AMD dovrà  provare senza dubbi che la concorrente dispone di un monopolio sul mercato e successivamente convincere i 38 produttori di PC citati nel suo memoriale a testimoniare davanti alla corte la veridicità  delle accuse rivolte contro la società  di Santa Clara.

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