AML, localizzatore salvavite: Apple non lo vuole in iOS

EENA, l’Associazione per il Numero Europeo di Emergenza, esorta Apple a integrare in iOS la funzionalità denominata Advanced Mobile Location (AML) che permettere in caso di emergenza di localizzare con più facilità l’utente

L’AML, è un localizzatore che permette di salvare le vite usando un telefono e la rete cellulare, ma Apple non pensa che sia indispensabile. Almeno questo è quel che si deduce da un confronto, ancora in corso, tra L’European Emergency Number Association (EENA), l’organizzazione che si occupa dell’implementazione dell’AML per le chiamate di emergenza ed Apple.

Il sistema, denominato Advanced Mobile Location (AML), è relativamente semplice da implementare.  La maggior parte delle chiamate di emergenza ha origine da telefoni cellulari. Oggi utilizzando l’identificativo cell–ID (cioè la cella della rete mobile da cui proviene la chiamata di emergenza) si raggiunge un’accuratezza media di 2 km. L’Advanced Mobile Location (AML) viene utilizzato in alcuni paesi (es. Regno Unito, Estonia, Svezia e Belgio) e, basandosi sul GNSS (Global Navigation Satellite Systems) e sul Wi–Fi fornisce un’accuratezza sotto i 50 metri.

Il supporto a questa tecnologia permetterebbe di offrire ai servizi di emergenza la possibilità di ottenere in modo preciso la località da dove parte una chiamata riducendo i tempi di intervento.

EENA ha rilasciato una dichiarazione chiedendo ad Apple di considerare la sicurezza degli utenti invitandola a partecipare al programma. Poi per mesi l’EENA avrebbe cercato di contattare Apple per lavorare a una soluzione ma finora senza risultati.

Google è stata invece più veloce e implementato la funzionalità in Android. L’EENA riconosce che Apple ha fatto passi avanti integrando funzionalità come la funzione SOS su Apple Watch (per chiamare automaticamente il numero di emergenza locale) o la funzionalità “Emergency SOS” che in iOS 11 consentirà di chiamare il numero di emergenza da iPhone senza sbloccare il telefono, ma questi passi non sono sufficienti rispetto a informazioni dettagliate sulla localizzazione che è necessario avere tempestivamente durante una chiamata di emergenza.

AML, localizzatore

Già nel 2015 la Commissione dell’EENA scriveva in un documento: “Il continuo cambiamento tecnologico e gli sviluppi del mercato, in particolare per ciò che riguarda il Voice over Internet Protocol (VoIP) basato su piattaforme di servizi digitali associate a un numero di dispositivi connessi in allargamento, stanno evidenziando un crescente numero di sfide tecniche e normative riguardo alla possibilità per i cittadini dell’UE di accedere nel futuro al numero di emergenza 112. I resoconti annuali sulle misure per l’implementazione del 112 mostrano costantemente uno stato di avanzamento insoddisfacente, con scarsa conoscenza del numero 112; livelli di accuratezza nella localizzazione del chiamante che contatta i servizi di emergenza molto al di sotto delle possibilità tecnologiche attuali offerte da un accesso di generazione successiva e dal Global Navigation Satellite Systems.  L’AML è sempre più diffuso in varie nazioni ma gli utenti iPhone sono svantaggiati rispetto agli utenti Android nello scenario che conta di più: le chiamate di emergenza. EENA esorta Apple a integrare l’Advanced Mobile Location nei suoi smartphone per la sicurezza dei suoi utenti”.

La ragione per cui Apple non vuole adottare questo sistema non sono chiare. Cupertino non ha fornito spiegazioni al proposito, ma è probabile che tutto derivi dalla sempre prevalente preoccupazione per la privacy dell’utente.