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Apple acquisisce Sonera, il chip che ascolta i segnali del corpo

Apple ha comprato una startup che lavora a sensori capaci di rilevare dall’esterno i debolissimi segnali prodotti da muscoli e cervello. Si chiama Sonera e la sua tecnologia potrebbe diventare importante per il futuro di Apple Watch, Vision Pro e dei dispositivi dedicati all’accessibilità.

L’acquisizione è particolarmente interessante perché porta Apple dentro un settore che va ben oltre il semplice monitoraggio della salute. I sensori sviluppati da Sonera potrebbero infatti essere utilizzati per interpretare l’attività muscolare e, in prospettiva, quella neurale, trasformandola in comandi per controllare un dispositivo.

A riferire dell’operazione è AppleInsider. Secondo i registri delle acquisizioni dell’Unione Europea, Apple avrebbe completato l’acquisto nel maggio 2026, senza però annunciarlo pubblicamente. Anche Sonera ha mantenuto il silenzio sull’operazione.

Un sensore pensato per essere indossato

Sonera ha sviluppato magnetometri portatili che funzionano a temperatura ambiente e utilizzano una tecnologia chiamata risonanza ferromagnetica guidata acusticamente.

In termini più semplici, questi sensori sono progettati per individuare i debolissimi campi magnetici generati dall’attività di cervello e muscoli.

È un approccio molto diverso da quello delle tradizionali apparecchiature utilizzate per misurare l’attività cerebrale, spesso grandi, costose e bisognose di ambienti schermati o sistemi di raffreddamento complessi.

L’obiettivo di Sonera è invece portare questo tipo di rilevamento in sensori sufficientemente piccoli ed economici da poter essere inseriti in dispositivi indossabili destinati al grande pubblico.

Il prodotto più interessante in questa prospettiva è il chip S1, progettato specificamente per il rilevamento dell’attività muscolare e per l’utilizzo nei wearable.

Apple ha comprato Sonera, startup specializzata in sensori non invasivi per misurare i segnali neurali - macitynet.it

Apple Watch e Vision Pro sono i candidati più evidenti

È proprio la possibilità di miniaturizzare questa tecnologia a rendere Sonera particolarmente interessante per Apple.

Un sensore capace di leggere con maggiore precisione l’attività dei muscoli potrebbe trovare applicazione in Apple Watch, aggiungendo nuovi parametri al monitoraggio della salute oppure consentendo di riconoscere movimenti quasi impercettibili della mano e delle dita.

Una tecnologia simile potrebbe diventare ancora più interessante con Vision Pro e con i futuri dispositivi indossabili di Apple. Il rilevamento neuromuscolare permetterebbe infatti di impartire comandi senza toccare uno schermo e senza dover necessariamente compiere gesti ampi e visibili.

L’altra grande area di applicazione è l’accessibilità. Riuscire a interpretare segnali muscolari molto deboli potrebbe consentire a persone con mobilità ridotta di controllare un dispositivo attraverso movimenti minimi.

Più lontana, ma ancora più suggestiva, è la possibilità di utilizzare direttamente i segnali provenienti dal cervello.

L’obiettivo di Sonera era portare il brain imaging fuori dai laboratori

Già nel 2020 la cofondatrice Nishita Deka spiegava che l’obiettivo dell’azienda era rendere il rilevamento dell’attività cerebrale più economico, rapido e soprattutto portatile.

«Stiamo cercando di rilevare l’attività cerebrale utilizzando metodi più economici e veloci che mantengano comunque elevate prestazioni», aveva dichiarato. L’ambizione era arrivare a una forma di imaging funzionale diretto dell’attività cerebrale.

Sonera punta sui segnali magnetici perché, secondo l’azienda, possono offrire alcuni vantaggi rispetto alla misurazione dei segnali elettrici. Questi ultimi devono infatti attraversare tessuti e scatola cranica, che possono attenuarli e modificarli prima che arrivino ai sensori.

La società era nata nel 2018 alla UC Berkeley per iniziativa di Nishita Deka e Dominic Labanowski. Inizialmente si chiamava Sonera Magnetics e nel 2023 era uscita dalla fase iniziale di sviluppo raccogliendo circa 11 milioni di dollari.

Non significa ancora controllare un iPhone con il pensiero

L’acquisizione non implica naturalmente che Apple sia pronta a inserire un sensore cerebrale nel prossimo Apple Watch.

Tra una tecnologia sviluppata in laboratorio e un prodotto destinato a centinaia di milioni di persone esistono problemi di miniaturizzazione, consumo energetico, precisione, costi e affidabilità che possono richiedere anni di sviluppo.

Ma la direzione è interessante.

Apple ha costruito una parte crescente dell’identità di Apple Watch intorno alla salute e sta contemporaneamente cercando nuove modalità di interazione per i dispositivi indossabili. Sonera offre una tecnologia che potrebbe servire entrambe queste strategie.

Il primo risultato concreto dell’acquisizione potrebbe quindi essere molto meno fantascientifico del controllo attraverso il pensiero: sensori capaci di comprendere meglio ciò che il corpo sta facendo, anche quando il movimento è quasi invisibile.

Ed è proprio questa capacità che, in futuro, potrebbe cambiare il modo in cui interagiamo con un Apple Watch, un visore o un dispositivo che ancora non esiste.

 

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