Apple ha quel che serve per battere la crisi delle RAM: i soldi. In un momento in cui la disponibilità di memoria DRAM è limitata e mette sotto pressione smartphone e laptop, l’azienda sta infatti sfruttando la propria liquidità per assicurarsi forniture anche a prezzi più elevati del normale.
Garantirsi grandi quantità di memoria significa mantenere continuità produttiva su iPhone, Mac e altri dispositivi, ma anche muoversi con un vantaggio rispetto ai concorrenti, che devono fare i conti con costi in aumento e disponibilità incerta e, in definitiva, offrendo un vantaggio ai propri clienti.
La memoria è diventata una componente sempre più centrale, non solo per le prestazioni ma anche per sostenere le nuove funzioni legate all’intelligenza artificiale e al multitasking. In questo scenario, controllare le forniture significa incidere direttamente sulla capacità di innovazione e sui tempi di lancio dei prodotti.
L’analista Ming-Chi Kuo di TF Securities aveva già ipotizzato che Apple potesse utilizzare la propria solidità finanziaria per assorbire l’aumento dei costi delle memorie DRAM senza trasferirlo sui prezzi finali. I movimenti più recenti suggeriscono che questa strategia sia stata effettivamente adottata, con acquisti mirati e su larga scala che coinvolgono più linee di prodotto.
Il lancio del MacBook Neo a 699€ (599€ per gli studenti) si inserisce in questo contesto e mostra come il controllo delle componenti, comprese le memorie, permetta ad Apple di bilanciare prezzi aggressivi e supply chain, soprattutto in un segmento nel quale la domanda resta elevata e la sensibilità al prezzo è maggiore.
Apple rafforza la supply chain e mette pressione ai concorrenti
Secondo fonti sud-coreane Apple avrebbe spinto ulteriormente la strategia, acquistando grandi volumi di DRAM mobile a prezzi che altri non possono permettersi senza trasferire questi costi sui clienti, con l’obiettivo di ridurre la disponibilità di componenti per i concorrenti.
In questo modo Apple influenza le condizioni del mercato, in una fase in cui persistono vincoli di fornitura sui nodi più avanzati dei semiconduttori.
Want to hear something interesting? Apple is more aggressive this year than ever before. They’re buying up all available mobile DRAM on the market at extremely high prices, even at the cost of operating profit losses. This isn’t because Apple is being naive — they’re deliberately…
— Jukan (@jukan05) April 2, 2026
I primi segnali si stanno già riflettendo sull’ecosistema. Secondo alcune fonti MediaTek e Qualcomm avrebbero ridotto la produzione di chip a 4 nm, con effetti sugli smartphone di fascia media e bassa che dipendono da forniture costanti. Samsung ha intanto iniziato ad aumentare i prezzi dei modelli con maggiore capacità di archiviazione, inclusi pieghevoli e dispositivi di fascia più alta, riflettendo l’aumento dei costi delle componenti lungo tutta la filiera.
La strategia di Tim Cook tra liquidità e controllo del mercato
Il CEO di Apple Tim Cook aveva già evidenziato i limiti nella disponibilità di memorie e nella capacità produttiva sui nodi più avanzati. Gli sviluppi recenti indicano che Apple sta utilizzando la propria liquidità per garantirsi forniture, rendendo più difficile per i concorrenti accedere alle stesse risorse.
Nel breve periodo questo approccio consente ad Apple di mantenere stabilità produttiva e controllo sui prezzi. Nel medio periodo potrebbe contribuire a ridefinire gli equilibri del mercato, accentuando il divario tra chi può permettersi di garantirsi le forniture e chi resta esposto alle tensioni della supply chain globale.












