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Apple, avanti tutta con i telefilm

Con uno spot si svela in maniera sempre più comprensibile l’operazione di Apple nel mercato della televisione da scaricare. Lo spot, relativo all’accordo con NBC/Universal, comprensivo quindi degli operatori via cavo Sci-Fi Channel e USA, apre infatti le quinte per lasciar intendere una strategia molto più ampia (come avevamo indicato precedentemente).

Il promozionale di Apple, che mostra quali serie televisive sono “in onda” sull’iTunes Music Store (sedici, e altre ne stanno per arrivare, lascia intendere lo speaker), spiega la semplicità  dell’operazione. Si clicca, si paga, si scarica, si mette sull’iPod o si guarda sul proprio computer, Mac o Pc che sia. Meglio ancora, si guarda sul proprio iMac ultima generazione con Front Row, a mo’ di televisore (e venti pollici di schermo più un semplice telecomando a sei bottoni sono già  più che sufficienti), lasciando forse intendere che la prossima generazione di Mac mini, quella che forse arriverà  a gennaio al Macworld di San Francisco, sarà  pensata per “attaccarsi” direttamente a un televisore ad alta definizione e godere lo spettacolo sul divano di casa.

La strategia di Apple passa da una duplice visione di questo mercato del telefilm e dello show televisivo che ha, in effetti, una forte analogia con il mondo della musica. L’operazione “novità “, in cui la sera dopo sono disponibili per il pubblico americano gli ultimi successi della serata televisiva, e l’operazione “nostalgia”, che sta caratterizzando da un decennio circa le audiences internazionali. iTunes Music Store recupera infatti serie degli anni Sessanta, Settanta ed Ottanta, ponendo le basi per proporre una alternativa al mercato del Dvd – in forte espansione – e un canale distributivo aggiuntivo a costi molto bassi e forte capacità  di penetrazione nel mercato.

L’operazione complessiva di Apple, che ha colto in molti di sorpresa perché il mercato e gli analisti erano completamente orientati verso una soluzione dedicata ai film, è in realtà  molto intelligente. Non solo recentemente è stato dichiarato dai responsabili dei network statunitensi quanto siano insoddisfatti di apparecchi come TiVo, che consentono di videoregistrare la tv (perdita di fatturato per la successiva edizione in Dvd) saltando la pubblicità  (diminuzione di audience e calo del valore degli spot), ma dall’altro lato il fenomeno del download illegale dei telefilm ha nettamente sopravanzato quello dei film. In questo, Steve Jobs, vale a dire per i produttori di Hollywood l’uomo che è riuscito da solo ad arginare l’onda di donwload illegali della musica, potrebbe essere visto realmente come l’uomo della Provvidenza e incassare, per la seconda volta, il “tutto esaurito”. In questo, anche i primi dati superiori alle aspettative di download dei primi telefilm attraverso iTMS, lasciano intendere che la mossa sia stata particolarmente azzeccata sia come tempistica che come strategia.

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