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Apple: risultati fiscali record

178 milioni di dollari di profitto, 1 dollaro per azione, un fatturato di 2 miliardi e 340 milioni di dollari. Apple spazza letteralmente via le previsioni della vigilia e stabilisce un nuovo record in fatto di guadagni per l’ultimo quarto fiscale del 1999.
Un risultato eccezionale, il migliore degli ultimi dieci anni (per trovare una prestazione di questo tipo bisogna risalire al secondo quarto fiscale del 1989) e che diventa ancora più considerevole se si sommano ai profitti derivati dalle operazioni della società  ai cosiddetti “On time earnings”, ovvero ad operazioni di vendita di azioni che fanno schizzare ancora più in alto i profitti, precisamente a 183 milioni di dollari, ovvero 1.03$ per azione.
Se si pensa che lo scorso anno, nello stesso trimestre, Apple mise a segno una performance che collocò i guadagni a 153 milioni di dollari (il 29% in meno rispetto a quest’anno) e che già  allora il risultato venne definito eccezionale, si comprende come sia difficile non sprecare aggettivi sull’andamento dell’ultimo quarto del 1999.
La nuova ottima prestazione, che non ha mancato di stupire gli analisti di Wall Street che prevedevano un guadagno assai inferiore (intorno agli 88 cents per azione), ha le sue fondamenta nel successo conseguito da Apple con la vendita delle nuove macchine di fascia bassa. iMac e iBook hanno infatti riscosso grande successo ovunque nel mondo. Basti pensare che di 1.377.000 macchine vendute (+46% rispetto allo steso periodo dello scorso anno) 235.000 sono iBook e 700.000 iMac (tra i quali la versione DV Special edition è stata la più richiesta). E’, dunque, grazie ad iMac e iBook se, come ha sottolineato il responsabile delle operazioni finanziarie Fred Anderson “Apple è cresciuta per il quarto fiscale ad un ritmo che è di 2.5 volte quello del mercato”. Un successo che si è riverberato in tutti i principali mercato della società  (le vendite internazionali sono state il 51%) ma che ha avuto picchi assoluti in Asia dove le vendite di computers con la mela sono quasi duplicati (+97%). Bene anche in Europa dove la quota è cresciuta del 34%.
Inevitabile, visto che il successo deriva dalla vendita di macchine di fascia bassa, una cospicua riduzione dei margini di profitto. Se il precedente quarto fiscale, infatti, il guadagno lordo per ciascuna macchina era di circa il 28 ora è sceso al 25,9%. “E’ meno di quanto avevamo previsto – ha detto ancora Anderson -; hanno influito negativamente l’aumento della maggior parte delle componenti (in particolare le schede RAM) e dai costi di spedizione più alti sostenuti per rifornire adeguatamente i canali in occasione delle feste di Natale”
Anderson ha anche confermato che nel corso dell’ultimo trimestre Apple ha avuto qualche problema, non meglio specificato, nelle consegne dei PowerBook. Sollecitato al proposito il dirigente della società  di Cupertino non ha fornito dettagli al proposito, rifiutando anche di dare dettagli sul numero esatto di macchine consegnate.
Qualche informazione in più sui G4 che sarebbero stati consegnati i quantità  superiori a quelle del precedente quarto fiscale (350.000 contro 200.000) anche se sono continuati problemi di approvvigionamento che non hanno consentito di cancellare interamente l’arretrato d’ordini. Nessun dettaglio, invece, sul rilascio dell’ormai attesissima versione da 500 MHz. Ricordiamo che al centro dell’ultima relazione ai risultati fiscali vi fu appunto l’annuncio della cancellazione del 500 MHz e la “riconfigurazione” della linea G4 che era stata annunciata solo qualche settimana prima, nel corso del Seybold di San Francisco
Buone anche le prestazioni dei servizi on line di Apple. C’è grande soddisfazione, in particolare, per tutto quanto ruota intorno ad Internet. Le vendite sull’Apple Store aumentano a ritmi molto alti, “Si tratta del nostro settore con la maggior crescita, maggiore di quella di quella dei canali tradizionali”, ha detto Anderson. Un trend che dovrebbe continuare e consolidarsi anche nei prossimi mesi.
Anche gli “i” servizi (iDisk, iCards ecc.) stanno provando di essere una scelta azzeccata sul piano del mercato e che in un tempo non lontano potrebbe produrre profitti. Nella sola prima settimana dal lancio sono già  state 10 milioni le pagine servite dalle sezioni iReview e iCard, e i membri del servizio iTool hanno superato le 100.000 unità . Gli iDisk montati sono stati 150.000 e le iCards spedite sono state 250.000. Davvero impressionante se si considera che i servizi sono solo in Inglese e solo (almeno formalmente) per MacOs 9.0.
E a proposito di MacOs 9.0, proprio dal sistema operativo giungono le notizie meno positive. Secondo un fugace cenno di Fred Anderson, infatti, le vendite del sistema operativo non sono state buone quanto previsto. Un fattore che ha incisio anche sui margini di guadagno netti. Tradizionalmente, infatti, le vendite di MacOs producono margini molto alti.
Dando uno sguardo al prossimo quarto fiscale Fred Anderson ha preannunciato le previsioni di un calo (stimato dal 10 al 15%) di fatturato e di una leggera risalita dei margini lordi. Tradizionalmente il secondo quarto dell’anno (che contabilizza le prestazioni sul mercato da gennaio a marzo, circa) è uno dei meno positivi per le industrie che operano nel settore dei beni di consumo e dell’elettronica.
Un contributo importante, già  dal prossimo quarto, dovrebbe giungere dall’alleanza con Earthlink. La società  si attende dall’investimento nella società  che si occupa di connessioni Internet profitti lordi che andranno da 25 a 35 milioni di dollari. Molti dei dettagli dell’accordo con Earthlink, in ogni caso, non sono noti, anche se è certo che Apple otterrà  un margine di guadagno per ogni utente Apple che siglerà  un abbonamento Internet.
Insomma. Apple ormai sembra davvero aver spiccato il volo e, quasi a simbolo del nuovo trend, il consiglio di amministrazione della società  ha votato all’unanimità  di regalare a Steve Jobs un Gulfstream V. L’aereo, uno dei business jet più abiti dell’ultima generazione, con capacità  di voli a lungo raggio e 14 passeggeri, è il riconoscimento “per avere fatto crescere la capitalizzazione di Apple da 2 miliardi a 16 miliardi di dollari – si legge in un comunicato della società  – in due anni e mezzo di lavoro. Jobs non ha fino ad oggi ricevuto alcun compenso e l’aeroplano è un segno di riconoscenza da parte di tutti gli azionisti”. Un presente che vale, comprese le tasse che e i costi che Jobs dovrà  sostenere per entrare in possesso del velivolo, circa 90 milioni di dollari, circa 180 miliardi di lire. Se Jobs, al posto del Gulfstream, avesse ricevuto compensi in liquidi il suo stipendio sarebbe stato di circa 38,5 milioni di dollari l’anno. Al presente, in puro stile “yankee-business”, si aggiunge i universali 10 milioni di azioni valutate circa 87 dollari l’una (il prezzo di una settimana fa). Il che significa che Jobs ha intascato altri 87 milioni di dollari che, dopo la giornata di ieri nel corso della quale AAPL ha fatto segnare un’ottima prestazione, sono già  diventati 107 milioni di dollari, ovvero altri 200 miliardi di lire.

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