Apple Xcode 2.3: miglior supporto alla programmazione per Intel

La strada verso l'evoluzione Intel delle nuove macchine di Apple passa anche attraverso il software. Per meglio supportare le architetture della terza transizione anche lo strumento integrato per la programmazione Xcode si arricchisce di sostanziose migliorie e risolve anche un rischioso bug nella sicurezza.

Nello sviluppo continuo delle applicazioni per la nuova generazione di Macintosh con Intel, Apple si è trovata forse inconsapevolmente in una nuova situazione di predominio rispetto a proposte concorrenti.
Ci stiamo riferendo ai programmi per creare altri programmi: una frase volutamente ricorsiva per evidenziare come lo Xcode di Apple, dopo l’abbandono di Metrowerks CodeWarrior, abbia guadagnato notevole terreno anche rispetto ad inseguitori del calibro di RealBasic o Revolution, risultando ormai la scelta privilegiata (e consigliata) per chi voglia sviluppare software per Mac OS X.

In questo ruolo di battistrada, Xcode prosegue nel suo miglioramento, raggiungendo, adesso il numero di versione 2.3. Le modifiche e le aggiunte sottopelle sono notevoli, ben descritte da un lungo “readme” di ben 25 pagine, da cui estrapoliamo quelle più significative:

– DWARF:
Xcode ora affianca DWARF al tradizionale formato descrittivo per il debugging “Stabs”, il quale in precedenza era l’unico supportato nelle vecchie versioni dell’ambiente di programmazione di Apple.
Stabs rimane ancora la scelta di default per il debugger e quindi non viene sostituito da DWARF, che piuttosto può essere scelto come formato alternativo.

– NASM:
Acronimo per Netwide Assembler: è un assembler specifico per processori Intel aggiunto agli strumenti di programmazione come compiler separato. Viene migliorata l’integrazione tra Nasm e GCC, nonché tra gli altri componenti di Xcode.

Ma molte altre novità  riguardano il controllo dei linking e delle dipendenze delle varie librerie, l’utilizzo di Subversion in aggiunta ai tradizionali CVS e l’utilizzo di più CPU (se fisicamente disponibili) per aumentare il numero di processi paralleli da svolgere.

In aggiunta ai numerosi bugfix, Apple suggerisce senz’altro questa nuova versione a chi si occupa professionalmente della costruzione del software anche per risolvere un potenziale buco nella sicurezza che si verificava durante la compilazione di progetti WebObjects.
Poiché, come noto, il plug-in di Xcode per WebObjects consente di modificare il codice attraverso un apposito servizio di rete, un aggressore poteva eventualmente sfruttare questa possibilità  per modificare arbitrariamente il progetto all’insaputa del programmatore.

L’immagine disco di Xcode 2.3, delle dimensioni di circa 915 MB, è disponibile per gli iscritti al programma ADC e richiede necessariamente Mac OS X 10.4 Tiger, per il suo corretto funzionamento.