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Blinky, l’editor di testo “old style”

Il gusto vintage appassiona molti. In questo caso, più che di gusto vintage però, bisognerebbe parlare di gusto veramente preistorico: una simulazione (gratuita) di terminali anni Settanta ai fosfori verdi molto flessibile e divertente, se avete la passione per questo tipo di cose. L’ha realizzata la piccola software house Secret Geometry e si chiama Blinky.

È il momento di rispolverare le vostre competenze di Markdown, perché con questo editor di testo che simula font e curvatura dello schermo catodico, si lavora solo in formato txt. E, grazie a Unicode e al Markdown, però, non manca veramente niente. Altro che sistemi “zen” e “distraction free”, Blinky è la madre di tutti i meccanismi di astrazione dalle distrazioni della vita contemporanea (se lo mandate a tutto schermo), ma senza le idiosincrasie di altri sistemi di scrittura che rendono ostica la gestione del testo, delle righe e via dicendo.

Blinky

Back to the roots

Si torna ai fondamentali, insomma. E non importa se siete nati smanettando con Ed o con Sam, se il vostro primo computer è stato un Commodore 64 o un “dumb terminal” ADM–3A della Lear Siegler o su VIM sotto Unixo o sotto Linux. Il fascino dello schermo ai fosfori è tutta un’altra cosa, gli effetti della curvatura dello schermo, il cursore che “striscia” quando avanza, il testo che rimbalza leggermente quando si muove velocemente… Esperienze di una volta che grazie a Blinky è ancora possibile provare.

Dicevamo del Markdown: è in situazioni come queste che il linguaggio di marcatura leggera per scrittori e per autori web assume un senso ancora più prezioso: con il Markdown infatti si può lavorare su qualsiasi tipo di editor di testo puro senza rinunciare alle formattazioni strutturali che poi consentiranno, utilizzando un foglio di stile, di avere un testo “ricco”, una pagina web, un Pdf, un documento Word o RTF.

Flessibilità e concentrazione

Il divertimento con Blinky è quello di passare da un “tipo di schermo” all’altro, grazie all’ampia serie di temi e di font a disposizione. Molto piacevole e divertente perché permette anche di trovare combinazioni che rilassano la vista e non stressano oltre a limitare le distrazioni. Da qualche anno, come sappiamo, sono venuti di moda gli editor “distraction free”, alcuni costosi e a pagamento, altri invece sostanzialmente gratuiti perché basati su un sottoinsieme di funzionalità offerte dai framework di macOS. Questo Blinky non fa eccezione e sta fortunatamente dalla parte free dello spettro di editor.

Attenzione, però, perché non è un gioco. Certo, non ha le funzionalità “evolute” di altri editor di testo (ad esempio, non supporta alcuni movimenti del cursore da tastiera oppure il correttore di sistema, però è compatibile con l’ottima (e poco sfruttata, ad avviso di chi scrive) dettatura di macOS, che invece funziona molto bene.

Blinky

La materia di cui sono fatti i testi

Assieme ai font “vintage” (286, Admiral, Arnold, Beep, Big in Japan, CO2, Lucky Heaven, Metaphorics, Pokey, Pomme, Speccy, Viti), ci sono anche alcuni font “moderni” (Andale Mono, Courier, Courier New. Menlo, Monaco, PT Mono) oltre agli Emoji colorati di Apple. Attenzione, perché anche scegliendo un font tradizionale l’effetto trasformativo dei temi e dei filtri di Blinky riesce nell’impresa di renderlo giocosamente “terminal like”.

I temi invece sono la cosa più divertente, perché – mettendo a tutto schermo lo schermo – introducono l’estetica e anche il divertimento. Alcuni temi infatti (come il fantastico 1986TV che chi scrive preferisce) introducono delle distorsioni del segnale RF (ovviamente simulate) sullo schermo, con distorsioni improvvise e alquanto surreali del testo. Proprio come accadeva ai vecchi televisori quando si connetteva (male) un home computer.

Blinky

Non solo per scherzo

In realtà, se uno vuole prendere sul serio Blinky, può scoprire cose molto interessanti. La prima è che le differenti curvature, effetti analogici, statica, burn-in, kitter ed errori nella sincronizzazione orizzontale e verticale sono realizzati con un realismo notevolissimo e consentono di ricreare esperienze di scrittura altrimenti perdute (per i nostalgici) o di crearne di nuove e assolutamente inedite (per i più creativi). I temi, che vanno a coprire con un certo gusto filologico un intervallo compreso fra il 1976 e il 1991, sono solo l’inizio. Blinky ha anche un potente editor di temi che consente sostanzialmente di fare tutto quel che si vuole. Non è un giocattolo, insomma, o se lo è si tratta di uno di quei giocattoli fatti talmente bene che meriterebbero il nome di strumenti veri e propri.

Infine, a sorpresa, c’è anche una parte di Ascii Art vintage e divertente. Se si carica una immagine, infatti, è possibile avere la sua riproduzione a video come se fosse realizzata tutta con caratteri del font, cioè in Ascii Art. E lo stesso effetto si ottiene con il feed video della videocamera frontale del Mac. Un vero piacere giocare con questo tipo di strumento! E i risultati possono anche essere di un certo interesse.

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