Brevetti degli assistenti vocali, causa contro Apple, Amazon, Google e Microsoft

Un patent troll afferma che suoi brevetti sono usati nelle tecnologie degli assistenti vocali di Apple, Amazon, Google, Microsoft e Nuance.

 Word to Info, un’impresa unipersonale, di fatto un singolo individuo, ha citato in giudizio Apple e altre aziende con l’accusa di violare i brevetti degli assistenti vocali. La causa riguarda Amazon, Google, Microsoft, Nuance e nel caso di Apple obiettivo è l’assistente virtuale Siri.

L’uomo, Robert Budzinski, è ricorso al tribunale distrettuale dell’Eastern Texas, solitamente incline a dare ragione ai patent troll per la presunta violazione di sette suoi brevetti relativi all’elaborazione del linguaggio naturale. Nel caso di Apple si contesta l’uso di brevetti risalenti al 1998 relativi a metodi per interpretare il linguaggio naturale e tecniche per creare un assistente virtuale in grado di interagire con l’utente.

Facendo riferimento agli stessi brevetti, Budzinski ha già preso di mira Alexa di Google, Knowledge Graph di Google, Cortana di Microsoft il software LinkBase di Nuance. Quest’ultima è stata la prima contro la quale a gennaio di quest’anno è stata avviata un’azione legale.

Poco è dato sapere su “Word to Info”: è un’entità non praticante come già detto gestita da una sola persona; ricerche sui siti che offrono informazioni aziendali elencano questa ditta nelle categorie di chi si occupa di fotografia o video e i documenti fiscali, riferisce AppleInsider, fanno riferimento all’indirizzo di casa di Budzinski.

Nelle denunce non si citano tentativi di contatto con Apple e altre aziende per tentare di concedere in licenza le sue presunte tecnologie brevettate.

brevetti degli assistenti vocali

Il procedimento contro Apple arriva quando manca circa un mese all’arrivo di iOS 11, con Siri che sarà ancora “più intelligente” e integrerà una nuova voce. Grazie ai più recenti sviluppi nell’apprendimento automatico e nell’intelligenza artificiale, le nuove voci maschili e femminili saranno più naturali ed espressive, regoleranno intonazione, tono, accento e ritmo mentre parlano e possono tradurre parole e frasi inglesi in cinese, francese, italiano, spagnolo o tedesco. In iOS 11 Apple non ha ottimizzato solo la voce per Siri: questo utilizza infatti le capacità di apprendimento on-device per offrire esperienze ancora più personali in base all’utilizzo di Safari, News, Mail, Messaggi e non solo. Per esempio, man mano che impara gli argomenti o i luoghi preferiti degli utenti quando navigano in Safari, li suggerirà quando scrivono in Mail, Messaggi e altre app.