Burrel Smith, l’uomo senza il quale il Mac forse non sarebbe mai nato

C'è un personaggio poco noto senza il quale forse il Mac non sarebbe mai nato o diventato quello che conosciamo. Il suo nome è Burrell Smith, geniale e sfortunato progettista del primo Mac del 1984 e di altri prodotti Apple

Burrell Smith

C-Net sta da qualche giorno dedicando una serie di articoli al trentennale della nascita del Mac e in uno di questi, traccia un quadro di Burrell Smith, mago dell’hardware autodidatta (nessuna laurea) e persona senza la quale forse il Mac non sarebbe mai nato o probabilmente non sarebbe quello che conosciamo oggi.

Arrivato in Apple nel 1979, cominciò a occuparsi della riparazione degli Apple II. A soli 24 anni, coetaneo di Steve Jobs e altri giovanissimi folli visionari che in Apple erano cresciuti a pane ed elettronica, il bravo hacker (nel senso nobile del termine) dal volto cherubino fu notato da Bill Atkinson, il geniale sviluppatore di molte parti chiave del codice di sistema per il Lisa e il Mac, noto a tutti per MacPaint ma autore di numerosi altri software. Atkinson stava lavorando a un nuovo progetto alla cui guida era stato assegnato il dipendente numero 31 della casa della Mela, Jef Raskin, altro geniale personaggio al quale dedicheremo articoli a parte.

Smith doveva collaborare con Raskin al progetto di un nuovo computer molto economico e più facile da usare rispetto a quanto disponibile allora, un’operazione da portare a termine con un manipolo di persone, più volte sul punto di essere cancellata. Raskin aveva denominato il suo progetto “Macintosh”, usando il nome della sua qualità di mele preferite, cambiando l’ortografia per evitare problemi con McIntosh, società specializzata in attrezzature audio. Come ha avuto modo di scrivere l’ora defunto Raskin, il progetto finale avrebbe dovuto essere un computer dal costo intorno ai 500 dollari, anche se il prezzo poi salì a 1000 dollari.

A Smith fu affidata la responsabilità di disegnare la scheda logica della macchina dei sogni di Raskin, la quale avrebbe dovuto usare chip Motorola 6809 e integrare di serie 64K di memoria RAM. Bud Tribble, primo ingegnere software del team Macintosh, riteneva che la macchina avrebbe offerto prestazioni migliori e sarebbe stato possibile usare codice esistente se avesse sfruttato i Motorola 68000, lo steso processore del Lisa.  Tribble chiese a Smith se fosse stato possibile sfruttare il chip in questione con 64KB di memoria RAM.

All’epoca Jobs era coinvolto nel progetto Macintosh, dopo essere stato buttato fuori dalla gestione di Lisa, e dedicava tutte le sue attenzioni al nascente progetto di Raskin.

mac 1984
Alcuni membri del team di Apple che ha creato il primo Mac del 1984: da sinistra Bill Atkinson, Burrel Smith, Chris Espinosa e Geoge Crow