Burrel Smith, l’uomo senza il quale il Mac forse non sarebbe mai nato

C'è un personaggio poco noto senza il quale forse il Mac non sarebbe mai nato o diventato quello che conosciamo. Il suo nome è Burrell Smith, geniale e sfortunato progettista del primo Mac del 1984 e di altri prodotti Apple

Brian Howard, dipendente Apple numero 32 e primo membro del progetto Macintosh di Raskin, ha lavorato con Smith per aiutarlo a tradurre le idee ortodosse di quest’ultimo in una lingua che il resto dell’azienda poteva comprendere, così come all’affinamento del layout delle schede e delle temporizzazioni. “La natura dolce di Brian, la sua superba intelligenza, competenza tecnica e capacità di scrittura erano caratteristiche perfette per Burrell” ha raccontato Hertzfeld su Folklore.org, un sito nel quale si trovano vari aneddoti sulla nascita di Apple.

Anche Hertzfeld su Folklore.org ha raccontato la giocosità e il carattere eccentrico di Smith: “…a volte provava a ordinare bibite mischiandole come se fossero cocktail, in proporzioni sempre diverse, tipo: tre quarti di Coca Cola e un quarto di Sprite. Spesso i camerieri esitavano a prendere l’ordine ma i modi di Burrell erano abbastanza affascinanti e convincevano. Era anche ossessionato da alcuni alimenti come ad esempio il sandwich Bulgarian Beef (una pietanza a base di manzo, ndr) ordinato costantemente da Vivi’s per un periodo per passare poi alla fase della pizza con ananas in seguito, e ancora all’evoluzione più duratura e preferita: il sushi, il quale ha contribuito a una nuova gamma di interessanti scelte e combinazioni”. Smith aveva un linguaggio del tutto suo che rifletteva, per così dire, il suo background tecnologico; riferendosi alle donne, le chiamava ad esempio, “buoni prototipi” ed era abilissimo nel fare effetto sulle colleghe.

Dopo la presentazione del Mac, Smith sviluppò la scheda logica della stampante PostScript di Apple: la LaserWriter; lavorò su Turbo Macintosh, una scheda video interfacciata con un drive interno, progetto che non ottenne il supporto sperato, tanto che decise di lasciare l’azienda nel febbraio del 1985. L’anno successivo co-fondò insieme a Hertzfeld, la Radius, società specializzata in periferiche e accessori per Mac.

Nel 1988 Smith lasciò la Radius e da allora non ha più lavorato nell’industria dei computer. Precipitato nella schizofrenia e nella depressione ossessiva bipolare non ha mai voluto parlare con la stampa. Nel 1993 creò un po’ di problemi a Jobs: con il progredire della malattia cominciò a girare nudo per strada e, a volte, rompeva i vetri delle automobili e le vetrate delle chiese. Assumeva farmaci molto pesanti, di difficile dosaggio e a un certo punto, come raccontato nella biografia di Walter Isaacson dedicata al defunto fondatore di Apple, cominciò ad aggirarsi di sera intorno alla casa di Jobs, scagliando sassi contro le finestre, a lasciare lettere deliranti e gettare petardi ad alto potenziale esplosivo dentro casa. Fu arrestato. Jobs ritirò le accuse quando Smith accettò di sottoporsi a terapia. “Era simpatico e ingenuo” ricordava Jobs, “poi, un giorno d’aprile, improvvisamente è esploso”, ricordava, “Fu la cosa più strana e triste”.

Negli anni successivi è stato visto aggirarsi per le strade di Palo Alto, incapace di rivolgere la parola a chiunque, anche al suo amico Hertzfeld. Jobs chiese a quest’ultimo se insieme potevano fare qualcosa. Nel 2011 fu arrestato e rifiutò di dare le proprie generalità; quando Hertzfeld lo scoprì chiese aiuto a Jobs per ottenerne il rilascio.

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Alcuni membri del primo Macintosh team:: George Crow (design schede analogiche ), Johanna Hoffman (marketing), Burrell Smith (scheda logica), Andy Hertzfeld (software di sistema), Jerry Manock (industrial design)