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title: "Cara AI, Non fa scienza avere inteso sanza lo ritenere"
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# Cara AI, Non fa scienza avere inteso sanza lo ritenere

Di[Antonio Dini](https://www.macitynet.it/author/antonio/)

28 Ago 2024

![MAI-1 è la più grande AI di Microsoft](https://www.macitynet.it/wp-content/uploads/2024/05/microsoft-ai-settimio-perlini00001bis-741x486.jpeg "MAI-1 è la più grande AI di Microsoft") 

Foto Padiglione Microsoft MWC2024 - Settimio Perlini

La memoria è qualcosa di piuttosto complesso: **il nostro cervello è costruito dall’evoluzione** per ricordare certe cose con grande facilità e fare molta fatica ad impararne altre, come sanno il 99% dei bambini che hanno fatto fatica a memorizzare le poesie a scuola (ammesso che ancora si imparino a memoria le poesie a scuola).

Tuttavia, la tecnologia ci viene incontro. **E lo fa da due direzioni diverse**. Da un lato ci sono strumenti sempre più diffusi che permettono di misurare dati relativi alla nostra vita “fisica” o “quantitativa”. È la corrente del **self-quantify che cerca di registrare tutto**: i nostri passi, battiti cardiaci, respiri e chissà cos’altro per ogni giorno (e notte) della nostra vita.

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Immagine creata con Microsoft Copilot

### Registrare sempre, registrare tutto

Dall’altro lato, ci sono **gli strumenti che potrebbero aiutarci a registrare e ricordare tutto quello che abbiamo scritto, letto, detto, e forse anche visto**. Qui entra in gioco in maniera prepotente l’ultima ondata di intelligenza artificiale, perché in realtà sul primo fronte c’è già moltissimo.

Uno strumento su tanti: un piccolo oggetto creato dall’azienda Plaud, che aveva già realizzato il **Note Voice Recorder per il telefono** (un gadget che si attacca al telefono e registra tutto quel che diciamo e poi lo riassume e riorganizza), **adesso ha creato il NotePin**. La stessa cosa solo delle dimensioni di un piccolo pendaglio da tenere sul bavero del maglione o appeso al collo. Per attivarlo basta toccarlo e al prezzo di 165 dollari più altri 75 annui per i servizi pro **permette di registrare tutte le conversazioni** aggiungendo anche il riconoscimento del nome delle varie persone che parlano.

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### L’epoca della memoria totale

Cosa ci dice questo strumento? Che ci stiamo avvicinando all’epoca della memoria totale. Non è adesso, non sono questi gli apparecchi con cui farla, **ma è esattamente la direzione** verso la quale stiamo andando.

Il presupposto è molto semplice: **secondo gli ingegneri gli esseri umani sono pessimi nel ricordare le cose**. Alla faccia di miliardi di anni di evoluzione per creare i cervelli. Infatti, dicono, **con il tempo ci dimentichiamo le cose**; non riusciamo a ricordarle perché non siamo molto attenti; ricordiamo male le cose a causa dei nostri pregiudizi intrinseci e del modo in cui percepiamo il mondo. Sono tante le cose che accadono e non le conserviamo a lungo. **Insomma, siamo terribili**.

E qui i soliti ingegneri (e imprenditori visionari) hanno idee che potrebbero fare delle vere rivoluzioni, forse. Cioè idee secondo le quali **l’intelligenza artificiale potrebbe risolvere questo problema**. E forse ci siamo, sembra proprio che stiamo per scoprirlo.

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Foto di MEDIA CONSULTA

### Memoria e intelligenza artificiale

Microsoft, ad esempio, **sta puntando molto su Recall**, un’applicazione che promette di utilizzare l’intelligenza artificiale per raccogliere, archiviare, organizzare e far riemergere tutto ciò che fate e vedete sul nostro computer (**se usiamo Windows con Recall, ovviamente**). Ecco come funziona: immaginate di poter chiedere al vostro computer: “Cos’era quell’articolo sulle api che ho letto l’altro giorno? Qual era la serie di eventi ai quali faceva riferimento?”. E lui risponde, **preciso più di un motore di ricerca** perché il dato è già in memoria.

Invece **alla Google I/O di quest’anno** la dimostrazione più impressionante dell’intelligenza artificiale è stata un modo per ricordare dove avete lasciato gli occhiali. Su un altro fronte **Apple pensa non solo di ribattezzare l’AI come Apple Intelligence**, ma anche di utilizzarla per **creare album fotografici e persino video emozionali** per ricordare i momenti più belli. E aziende come **Notion e Dropbox stanno inserendo l’intelligenza artificiale nei loro strumenti** per aiutare i loro utenti a trovare e ricordare tutte le riunioni e attività varie che sono state salvate.

[https://www.macitynet.it/wp-content/uploads/2023/10/apple-intelligenza-artificiale-scaled.jpg](https://www.macitynet.it/wp-content/uploads/2023/10/apple-intelligenza-artificiale-scaled.jpg)

Foto di [Hitesh Choudhary](https://unsplash.com/it/@hiteshchoudhary?utm_content=creditCopyText&utm_medium=referral&utm_source=unsplash)
 su [Unsplash](https://unsplash.com/it/foto/personne-tenant-un-livre-vert-t1PaIbMTJIM?utm_content=creditCopyText&utm_medium=referral&utm_source=unsplash)

### La memoria assoluta (ma di un altro)

Tutte queste aziende promettono tutti la stessa cosa: non preoccupatevi più di ricordare le cose **perché il computer lo farà per voi**. E lo farà più velocemente e meglio. Insomma: avete una pessima memoria, smettete anche di provarci perché ci sarà chi lo farà per voi.

Invece, avremo una specie di super-io che ci perseguiterà rimproverandoci qualsiasi dettaglio della nostra vita con scientifica precisione, estrapolando tendenze e analizzando i nostri comportamenti come neanche i terapeuti più smagati riescono a fare. **Ci conoscerà meglio di chiunque perché ricorderà tutto di noi**. E forse la nostra vita sarà prolungata in questo modo: dopo che il nostro corpo è andato al cimitero, rimarrà la somma di tutto quel che abbiamo detto e scritto e visto e ascoltato. Una rete, una sottile matrice che sarà il nostro snapshot. **L’eternità non per i nostri fragili corpi biologici ma per le nostre idee “viventi”**.

### Il cambio di passo della memoria

Allora, se la tecnologia ci consente di fare questo, appare evidente che **cambia il rapporto che esiste con il pensiero**. La memoria per gli esseri umani non è solo un database da interrogare per ritrovare delle informazioni ma anche **uno strumento per impararle e conoscerle**: per citare Dante, “*Non fa scienza, sanza lo ritenere, avere inteso*“. Cioè, se uno ha accesso alle cose a memoria ma non le ha studiate e quindi capite, **non gli servono a niente**. Non ha le competenze per farsene qualcosa.

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Immagine di Gabriella Clare Marino – Unsplash

### Potenza di calcolo sociale

Gli ingegneri della Silicon Valley in questi mesi parlano di **cosa serve per costruire un ottimo ausilio per la memoria**, di come potremmo usarlo in futuro e del perché è così difficile da ottenere. **Ma è un falso problema**: ogni volta che si mette l’occhio su qualche tecnologia che in laboratorio funziona, è solo questione di tempo e di investimenti prima che scali e venga utilizzata ovunque.

Allora, parliamo anche del lato umano di tutto questo: cosa cambia nella nostra vita quando smettiamo di dimenticare le cose? **Ricordare il compleanno di un amico è diverso quando a farlo è un modello di intelligenza artificiale?** E questi strumenti funzioneranno mai davvero al di fuori del lavoro? Il punto ovviamente è che questi strumenti stanno arrivando e migliorano rapidamente. Possiamo essere scettici quanto vogliamo ma sta a noi capire come adattarci e conviverci.

Storicamente, ci sono ricerche per dirlo, la società è più lenta ad adattarsi al progresso di quanto sia veloce la tecnologia. **Cioè si vive sempre un po’ nel passato: serve una nuova generazione per fare veramente il salto di qualità**. E la nuova generazione oggi sta nascendo: sarà la prima ad avere strumenti di intelligenza artificiali maturi sin dall’inizio.

### [https://www.macitynet.it/wp-content/uploads/2024/05/microsoft-ai-settimio-perlini00003.jpeg](https://www.macitynet.it/wp-content/uploads/2024/05/microsoft-ai-settimio-perlini00003.jpeg) I giovani ancora non ci sono

**La Gen Y e la Gen Z** (o come diavolo si chiamano quelli che arrivano fino ai bambini oggi nella nursery degli ospedali) sono già vecchi. Hanno già un mondo di dispositivi e di informazioni “grezze”, praticamente “analogiche” perché non ancora masticate e filtrate dall’intelligenza artificiale. **Avete presente lo stupore che un giovane oggi ha di fronte a un vecchio telefono fisso con selettore a disco?** Beh, tra quindici anni i quindicenni del futuro lo proveranno di fronte ai nostri telefonini, ai nostri portatili, ai nostri desktop, alle nostre automobili, ai nostri scooter e moto, e a qualsiasi altro apparecchio.

Il problema congiunturale però è un altro: la memoria delle persone sta per vaporizzare. **È un muscolo, dicevano le nostre maestre elementari di una vita fa, e come tale va tenuto allenato altrimenti si atrofizza**. Se addirittura lasciamo che sviluppi **piaghe da decubito** chissà in quale sciagurata società ci troveremo a vivere.

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