Come leggere (e scrivere) i “.doc” gratis

Strano contrasto tra una società  che ha dichiarato guerra aperta all’Open Source ed alcuni strumenti gratuiti capaci di gestire uno tra i formati da essa prodotta. Ovvero, come aprire i “.doc” e vivere felici.

Se è vero che Mac OS X fa rima con *nix, è parimenti vero che tale parentela sta avendo, tra i suoi “effetti collaterali”, quello assai gradito di portare decine di soluzioni “Open” anche sulla nostra nuova piattaforma.

Un ventaglio di proposte che non ha precedenti nella ventennale storia del Macintosh e che si concretizza in programmi Open Source di grande qualità , efficacia e perché no, concorrenziali anche sul versante economico (quando non completamente gratuiti).
Meraviglieranno, quindi, i due anelli di congiunzione che presentiamo, capaci di unire insieme lo sfuggente, mutevole, formato “.doc”, antistandard per eccellenza, con la parola “gratis”, autentica chimera quando si parla di formati proprietari.

Il primo, “AbiWord”, è un completo word processing, esistente da lungo tempo per le varie distribuzioni Linux, il cui punto di forza sta nell’essere completamente gratuito. Per il suo corretto funzionamento sotto il nostro Mac OS X è indispensabile installare, preventivamente, un gestore di XWindow, come l’accoppiata XDarwin+OroborOSX (procedura esaurientemente descritta in un tutorial ad opera di Rudy Belcastro).

E’ facile immaginare che, trattandosi di un porting di un originario progetto per altri sistemi operativi, si dovrà  mettere in conto una scarsa integrazione con il Mac OS X, sul quale, peraltro, si appoggia: le scorciatoie da tastiera non saranno più le stesse, non si potranno sfruttare le proprie raccolte di fonts e si dovrà  fare a meno del “taglia&incolla” da e verso altri applicativi (per tacere del “drag&drop”). Peccati che potremmo definire veniali, in confronto al costo al quale ci viene offerto il software: zero.

L’interfaccia, pur discostandosi profondamente dallo stile armonico e colorato di Aqua, ricalca quella classica di molti prodotti concorrenti, in modo che gli utilizzatori non vengano confusi da pulsantiere “stravaganti” e possano essere immediatamente produttivi, avendo tutti i comandi a portata di mano, proprio lì dove ci si aspetta che siano.
L’importazione di documenti Word, anche complessi e contenenti immagini, è avvenuta in forma sostanzialmente corretta, conservando formattazioni e stili (con il limite già  detto dei fonts). In un caso sono state spostate leggermente le figure presenti in un documento, ma, tuttavia, AbiWord ha fatto una miglior figura dell’accoppiata AppleWorks 6.2.4 e MacLinkPlus, i quali, nello stesso documento, hanno “dimenticato” completamente le immagini allegate.

Nel periodo in cui abbiamo sfruttato questo wordprocessor, anche per scrivervi questo stesso test, ci è dispiaciuto scoprire che non tutti gli strumenti dei menu sono funzionanti, ovvero le più interessanti funzioni di autotraduzione incorporata, come suggeriscono le voci “use Babelfish or Free Translation” non riescono a richiamare gli appositi servizi online.
La mia Canon S400, per giunta, non viene riconosciuta dal software, impedendo la stampa direttamente dall’interno di AbiWord.
Peccato.

In ogni caso potrete provare da soli, pregi e difetti del pacchetto, scaricandolo direttamente dal sito web, al costo di 13 MB di download. Sono presenti anche un certo numero di dizionari, in diverse lingue, che offrono un “plus”, davvero non trascurabile.

Addirittura, per chi avesse le limitatissime necessità  di leggere unicamente il contenuto dei file “.doc”, senza curarsi di colori, fonts ed orpelli vari, potrebbe prendere in considerazione un altro strumento del tutto gratuito: l’AntiWordService.

Si tratta di un modulo (un “service” ad esser precisi) che abilita qualsiasi applicazione scritta secondo le specifiche Cocoa, a leggere i documenti di Word mostrandone unicamente il testo. L’installazione è rapidissima, spostando l’elemento nella sottocartella “~/Library/Services”, se già  esistente, altrimenti verrà  richiesto di crearne una in quella posizione con quel dato nome. Eccellente, per tutti in quei casi in cui un “inesperto informatico” ci omaggi di un documento che contenga solo testo scritto, senza l’obbligo di compiere lunghe manovre per aprire il file.
Di dimensioni contenute (300 KBytes) permette di trasformare il TextEdit in dotazione con il Mac OS X in uno strumento con una marcia in più.
Da provare assolutamente!

Già  compilato e pronto all’uso, scaricandolo da qui.