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title: "Con l’addio a John Warnock, cofondatore di Adobe, si chiude un’epoca"
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excerpt: "Insieme al socio Charles Geschke ha reso il mondo un posto diverso e dato gambe a un'idea di creatività digitale che prima non esisteva. Ma cosa resta oggi?"
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# Con l’addio a John Warnock, cofondatore di Adobe, si chiude un’epoca

Di[Antonio Dini](https://www.macitynet.it/author/antonio/)

21 Ago 2023

![Con l'addio a John Warnock, cofondatore di Adobe, si chiude un'epoca](https://www.macitynet.it/wp-content/uploads/2023/08/adobewarnock-741x486.jpg "Con l'addio a John Warnock, cofondatore di Adobe, si chiude un'epoca")

Poche aziende hanno avuto un impatto come quello che sono riuscite a fargli avere due uomini: **Charles Geschke**, [scomparso nel 2021](https://www.macitynet.it/addio-a-charles-geschke-fondatore-di-adobe-e-creatore-del-formato-pdf/)
, e **John Warnock**, [morto domenica scorsa](https://www.macitynet.it/addio-a-john-warnock-co-fondatore-di-adobe/)
 all’età di 82 anni.

I due, al di là delle competenze nei loro ambiti e al di là della loro capacità **imprenditoriale** o di essere riusciti a creare standard come [il formato Pdf](https://www.macitynet.it/25-anni-di-pdf-il-formato-piu-usato-per-presentare-e-scambiare-documenti/)
, la stampa PostScript e decine di altre innovazioni, hanno fatto molto di più. **Hanno dato le gambe a un’idea di innovazione**. E per questo i riconoscimenti non sono mancati.

Negli Stati Uniti, Geschke e Warnock hanno ricevuto **la Medaglia Nazionale per la Tecnologia e l’Innovazione** (*National Medal of Technology and Innovation*), onorificenza assegnata dal Presidente USA a inventori e innovatori statunitensi che hanno dato contributi fondamentali allo sviluppo di nuove e importanti tecnologie.

Nel tempo, l’azienda che ha aiutato Apple a decollare assieme al desktop publishing (storico l’accordo per la stampa sulla prima LaserWriter) e che a lungo è stata conosciuta soprattutto come la casa di Photoshop, ha in realtà cambiato lentamente volto.

[https://www.macitynet.it/wp-content/uploads/2014/08/adobe-illustrator-old-icon-500.jpg](https://www.macitynet.it/wp-content/uploads/2014/08/adobe-illustrator-old-icon-500.jpg)

### **Adobe oggi**

Rispetto alla startup creativa, all’azienda capace di innovare in settori del digitale, la Adobe di oggi è una azienda gigantesca e molto diversa. Non produce hardware e quindi può vantarsi di essere una delle più grandi se non la più grande azienda software al mondo (Microsoft ha linee di hardware). I suoi prodotti spaziano dal Pdf ad Acrobat, da Illustrator a Premiere fino a Photoshop. Raccolti nelle Creative Suite, che sono delle modalità di organizzazione dei prodotti e di pagamento per il loro uso, inclusi i servizi e gli accessori (come le immagini di stock vendute da Adobe)

Prodotti e servizi senza concorrenza, anche **perché buona parte della concorrenza degli anni Ottanta e Novanta o è fallita** o è stata comprata da Adobe stessa, che negli anni è diventata un gigante. Con idee spesso opposte a quelle di Apple, per esempio per quanto concerne Adobe Flash, a suo tempo creato da FutureWave e poi comprato da Macromedia che poi è stata comprata da Adobe nel 2005.

[https://www.macitynet.it/wp-content/uploads/2020/10/illustratorperipad.jpg](https://www.macitynet.it/wp-content/uploads/2020/10/illustratorperipad.jpg)

Flash era un’arma di animazione di massa, un modo per mostrare animazioni, contenuti arricchiti, applicazioni desktop e mobili, giochi e quant’altro all’interno del browser o con player dedicati. **Ma era anche scomodo per una generazione di dispositivi completamente diversi**, più leggeri e flessibili, le cui app dovevano essere programmate seguendo le specifiche del processore e non usando una macchina universale, da un lato, e dall’altro con un browser moderno e che non consumava. Steve Jobs con il lancio di iPhone uccise Flash e Adobe non glielo ha mai perdonato.

Ma l’azienda è conosciuta anche per molti altri motivi. Le critiche che la colgono da parte degli osservatori e degli utenti riguardano sicuramente i prezzi, giudicati molto alti (e viene criticato anche il modello in abbonamento), la sicurezza delle app, la perdita dei dati (**nel 2013 vennero rubati 2,9 milioni di dati sensibili degli utenti**), le pratiche anti-competitive. Ad esempio l’acquisizione di FreeHand, avversario di Illustratori, che la Federal Trade Commission americana aveva vietato portando alla restituzione ad Altsys e al divieto per dieci anni di acquistare software analoghi. Altsys venne però comprata da Macromedia, che a sua volta venne comprato da Adobe: questo ha portato di fatto al blocco dello sviluppo di FreeHand, facendo esattamente l’opposto di quella che era l’intenzione della FTC.

Adobe è stata abilissima a muoversi, nonostante il colosso di San Jose abbia più di 26mila dipendenti e una struttura alquanto complessa. Così ha saputo cogliere pienamente la rivoluzione del cloud ancora prima di Microsoft (**che ha dovuto cambiare amministratore delegato per riuscirci**) facendo un passo ulteriore dopo la Adobe Creative Suite, e cioè la Adobe Creative Cloud.

[https://www.macitynet.it/wp-content/uploads/2021/12/Adobe-Creative-Cloud-Express-ico.jpg](https://www.macitynet.it/wp-content/uploads/2021/12/Adobe-Creative-Cloud-Express-ico.jpg)

Il cloud per Adobe è un modo per offrire tutti i servizi ai suoi clienti in modo scalare. Viene criticata tantissimo per i prezzi e l’approccio, visto che l’azienda fa anche **una forte attività di lobby contro la pirateria e la contraffazione del suo software e l’accesso condiviso ai suoi servizi**. Ma se da un lato c’è un pubblico molto ampio che potrebbe usare anche altri strumenti meno professionali e si arrabbia per i prezzi attuali, dall’altra è anche vero che Adobe è sempre presente con attività volte a rendere i suoi strumenti per la creatività digitale l’equivalente di quello che Office di Microsoft è per la produttività aziendale e personale: inevitabili.

### **Cos’è la creatività per Adobe**

Al tempo dei due fondatori, la cui scomparsa è poi il motivo per cui vale la pena ripercorrere la storia e soprattutto il significato di Adobe, **l’innovazione nel settore digitale al servizio della creatività** era ancora tutta da inventare.

Warnock e Geschke si erano conosciuti allo Xerox Parc, il laboratorio di ricerca californiano, tutt’ora in funzione alle pendici di Coyote Hill in piena Silicon Valley, che è stato una delle più importanti fucine di talenti e di innovazione della storia dell’informatica e non solo. **Dallo Xerox Parc sono uscite tante cose:** l’idea della moderna workstation, della stampa PS, dell’interfaccia a finestre con mouse e menu, e tante altre cose fondamentali.

Soprattutto, sono usciti dei veri e propri geni, capaci di dare gambe alle loro innovazioni e costruire un’azienda attorno alla loro visioni. **E la visione dei due era quella di creare, un pezzetto alla volta, degli strumenti che permettessero di fare qualcosa che prima non era mai stato possibile**. Lavorare sui progetti, sul design, sui layout, come se fossero di carta ma trasformandoli in bit.

[https://www.macitynet.it/wp-content/uploads/2020/04/schermata-2020-04-30-alle-11-27-08.jpg](https://www.macitynet.it/wp-content/uploads/2020/04/schermata-2020-04-30-alle-11-27-08.jpg)

Chi scrive **ha visto abbastanza camere oscure e tecnigrafi**, normografi, pennini a china, lucidi e trasparenti, e strumenti di rilevazione, archivi di tubi contenenti rotoli e rotoli di disegni in scale diverse, per sapere che **l’immagine che Steve Jobs coniò per il personal computer**, cioè che si trattava di una [bicicletta della mente](https://www.macitynet.it/la-passione-di-steve-jobs-per-le-biciclette/)
, è sicuramente troppo modesta. Per la creatività il digitale è stato come un motore a curvatura, un sistema per andare nell’iperspazio.

All’improvviso, che si trattasse di scrivere, di impaginare, di disegnare, di progettare, di fotografare, di editare e ritoccare, tutto era possibile. **Ogni anno sempre meglio. Un mondo che oggi non riusciamo più neanche a capire quanto sia diventato questo sì, liquido**. È la parola giusta: non possiamo certo dire qui se l’idea di una società liquida, come la descrive il sociologo polacco Zygmunt Bauman, sia corretta o vera. Certamente è così per quanto riguarda invece la creatività digitale. Essa è straordinariamente liquida e dà dipendenza come una droga. Tornare indietro è impossibile.

[https://www.macitynet.it/wp-content/uploads/2023/03/adobe-firefly-logo-uff-icona.jpg](https://www.macitynet.it/wp-content/uploads/2023/03/adobe-firefly-logo-uff-icona.jpg)

Certo, il singolo può e anzi deve provare tecniche antiche, manuali, ripetitive. Può e anzi deve seguire un approccio stile Montessori. **Può e anzi deve capire come funzionano le cose**. Però non funzionerebbe più niente se tornassimo a lavorare in quel mondo in un settore che è al centro della società. La creatività digitale. E tutto questo si deve a pochissime persone, pochissimi condottieri che hanno saputo raccogliere tecnologie innovative e dargli una forma legata a una visione.

**John Warnock e Charles Geschke**, cofondatori di Adobe, erano questo. L’azienda poi è lentamente diventata altro, un colosso con una idea e funzionamento completamente diversi. Per questo possiamo dire che con la loro scomparsa si chiude un’epoca in cui la visione era più importante del capitale. Quel che viene dopo è finanza ed esercizio del potere delle trimestrali sui manager, e poco altro.

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